Il compositore Ennio Morricone scende in campo a sostegno dei 180 lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma, licenziati lo scorso 2 ottobre dal Cda dell’azienda. L’ha fatto con una lettera, firmata di suo pugno, con cui esprime «pubblicamente, da cittadino italiano e da musicista, la mia più ferma indignazione per quello che sta avvenendo in queste ore all’orchestra e al coro del Teatro dell’Opera di Roma». Per l’85enne artista romano «il licenziamento di una realtà artistica e musicale con un secolo di vita è un atto gravissimo, irreparabile, una ferita portata non solo alla musica e alla cultura tutta, ma anche ai valori fondanti del nostro vivere civile, valori che, proprio nel momento di una grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, dovrebbero essere salvaguardati a tutela di un patrimonio che tutto il mondo ci invidia». «Non è giusto - sottolinea il maestro - che le responsabilità vengano addossate esclusivamente ai lavoratori della musica: di certo la gestione del Teatro può essere razionalizzata, modernizzata e quindi migliorata, ma non possono portarne il peso unilateralmente coloro che, dopo aver vinto severi concorsi internazionali, con l’impegno costante in orchestra e nel coro, e attraverso il faticoso e continuo studio a casa dello strumento e della vocalità hanno fatto grandi questo coro e questa orchestra». Intanto il sovrintendente del Teatro dell’Opera, Carlo Fuortes, è stato protagonista dell’audizione sulle fondazioni lirico-sinfoniche nella Commissione Cultura del Senato. «Cinque fondazioni liriche (Fondazione Verdi di Trieste, Teatro Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Maggio Musicale di Firenze, Teatro Comunale di Bologna) sono state ammesse al fondo straordinario di risanamento di 125 milioni di euro previsto dalla legge Bray - ha detto il presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama, Andrea Marcucci - Tre (Teatro Massimo di Palermo, Petruzzelli di Bari, Carlo Felice di Genova) sono ancora sotto la valutazione del commissario di Governo». «Il Teatro dell’Opera riceverà dal Fondo 25 milioni - ha proseguito il senatore - di cui 5 già anticipati mentre secondo i dati del sovrintendente le agitazioni a Caracalla hanno causato un danno complessivo di 700mila euro. Insieme all’abbandono del maestro Muti, tali fatti hanno comportato un drastico peggioramento del piano di risanamento. Così, l’obiettivo di aumentare l’autofinanziamento dai 9,4 milioni del 2013 ai 17,7 previsti nel 2017 è da considerarsi sfumato».
Morricone sull’Opera: «Un atto gravissimo»
Il compositore Ennio Morricone scende in campo a sostegno dei 180 lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma, licenziati lo scorso 2 ottobre dal Cda dell’azienda. L’ha fatto con una lettera, firmata...
