È cosa nota che Patrick Morrissey abbia un debole per la nostra Penisola. E per Roma, in particolare. Il carismatico artista britannico, ex frontman degli Smiths, ha deciso di ripartire dalla Capitale, dove ha anche vissuto in passato e si era esibito l'ultima volta nel 2012. Ieri sera all'Atlantico Live ha aperto con un'inconfondibile grinta il suo tour italiano, registrando il tutto esaurito da giorni. E stasera replica con gli stessi pronostici di pubblico e calore. Lo scorso mese, dopo cinque anni di pausa, è uscito il suo nuovo album da solista dal titolo "World Peace Is None Of Your Business". Un'attesa giustificata dalle recenti, spiazzanti dichiarazioni che "Moz" ha rilasciato riguardo la sua salute. Ma le quattro operazioni subite per l'asportazione del cancro contro cui sta lottando non sembrano aver scalfito la solidità di un uomo controverso, dal sarcasmo sottile, poetico quanto amaro nelle denunce, il cui timbro vocale ruggisce ancora come un leone. Allo stesso modo mantiene la coerenza delle sue scelte etiche, condivisibili o meno. Chiari i cartelli fuori sui quali si vieta di introdurre cibi a base di carne e pesce durante il concerto, per rispetto della sua causa vegetariana e animalista. Il brano "Meat is murder" ne è la traduzione in musica con tanto di video annesso sulla crudeltà della macellazione. Aspettatevi poche perle degli Smiths in scaletta, tipo "The queen is dead" in apertura. Potrebbe rispondere "nausea" ad esempio alla richiesta di "This charming man", che fa parte della breve ma intensa parabola con Johnny Marr - iniziata nel 1982 e finita nel 1987 - e non c'è alcuna intenzione verso una reunion. In una serrata ora e mezza, Morrissey ha declinato se stesso in questa fase della sua vita, intervallando ai 18 brani tra cui "The bullfighter dies", "I'm throwing my arms around Paris" o "Trouble loves me", sull'ironica capacità di calamitare verso di lui la cattiva sorte, battute di humor british come ‘Il dottore mi ha detto di sorridere, perciò non lo farò"; oppure chiedendo al pubblico se avesse apprezzato l'esibizione di domenica sera nel programma tv "Gazebo" di Diego "Zoro" Bianchi. Non credeva nemmeno di trovare un locale così affollato poiché "oggi ho girato tutta Roma e non ho visto neanche un poster del concerto, perché va sempre così, povero me". Invece in particolar modo al momento dei saluti, dopo l'apprezzata chiusura con "Everyday is like sunday", gli applausi si sono fatti sentire eccome, insieme all'abbraccio simbolico di tutti. Morrissey dovrà ricredersi anche stasera e nelle prossime tappe italiane che saranno Milano il 16 ottobre, Bologna il 17, Pescara il 19, Firenze il 21 e Padova il 22. Noi lo attendiamo ancora a Roma in smagliante forma.
Morrissey riparte dalla "sua" Roma
Il carismatico artista britannico si è esibito ieri sera all'Atlantico Live. Poche perle degli Smiths, tanto pubblico e calore. E stasera si replica
