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Il maestro Muti lascia l'Opera di Roma

Il direttore d'orchestra non dirigerà più l'Aida di Verdi e Nozze di Figarò di Mozart. "Non c'è più serenità"

Il maestro Riccardo Muti non dirigerà l'"Aida" e le "Nozze di Figaro" in cartellone per la prossima stagione del Teatro dell'Opera di Roma. Il maestro lo ha annunciato in una missiva al Costanzi dove mette in evidenza che "non ci sono le condizioni per poter garantire quella serenità per me necessaria al buon esito delle rappresentazioni". Al direttore d'orchestra era affidata l'apertura il 27 novembre con un classico come Aida, per la regia e le scene di Pier'Alli. Le Nozze Figaro sarebbero invece dovute andare in scena in primavera, il 21 maggio: il secondo e ultimo titolo della stagione affidato al maestro. Nella lettera, ha fatto sapere il sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma Carlo Fuortes, Muti motiva la sua decisione con il "perdurare delle problematiche emerse durante gli ultimi tempi". Inoltre sottolinea che "in questo momento intendo dedicarmi, in Italia, soprattutto ai giovani musicisti dell'Orchestra Cherubini da me fondata". Il maestro dichiara di aver preso la decisione "con grandissimo dispiacere, dopo lunghi e tormentati pensieri" e ricorda a Fuortes i "tanti reciproci sfoghi sull'argomento, la tristezza e la delusione di fronte a molti episodi vissuti". Concludendo che "è stato comunque costruttivo cercare insieme di lavorare per il meglio". Il presidente del Teatro dell'Opera e sindaco di Roma Ignazio Marino e il sovrintendente Fuortes, anche a nome del Consiglio di Amministrazione, hanno ringraziato il maestro Muti "per lo straordinario e insostituibile contributo artistico" dato negli ultimi sei anni al Teatro che, grazie a lui, ha raggiunto i vertici della produzione lirica mondiale. Marino e Fuortes si augurano che "una volta superati i problemi che ancora affliggono il Teatro, e più in generale il sistema musicale in Italia, si possano ricreare le condizioni affinché il Maestro Muti possa tornare a dirigere i complessi artistici del Teatro".

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