Il ritorno di Adriano. In voce e non in corpo, in una notte dedicata ai 25 anni di Blob, su Rai 3, in prima serata, rito incentrato sulla decomposizione della televisione senza sensi di colpa. È successo all'improvviso, che il Molleggiato chiamasse, mentre in via Asiago, una delle sedi della Rai, nel cuore tranquillo della Prati romana, celebravano l'eversione dei format. Gli ha risposto Carlo Freccero, ex direttore di reti nazionali e grande facitore di tv, accogliendolo con un ciao, ma poi è stata subito lezione di montaggio. Si, perché il babbo di Blob, Enrico Ghezzi, ha chiesto ad Adriano come mai alcune volte ha messo lo stop al montaggio di pezzi che lo riguardavano. Uno stop amichevole, ci mancherebbe, che Celentano ha subito spiegato dicendo che beh, in fondo, le immagini che lo riguardavano alla fine le avrebbe montate meglio lui dei ragazzi di Blob. Parlando di televisione nel compleanno degli eversori della tv, in fondo, il Molleggiato ha colto il punto dirimente del significato: la tv resta un racconto di montaggio, tiranno, alcuni casi essi in scena in diretta, e nello scegliere delle parti da montare, il nascondimento del senso. Parlando con Ghezzi, venerdì sera, Celentano ha tolto il velo del retroscena all'anticonformismo televisivo: un atteggiamento possibile solo grazie alla accondiscenza dei soggetti mondati, deteriorati, blobbati. In questa sua chiacchierata telefonica, che pure ha riconosciuto l'affezione a Blob ed il pregio della nostalgia, si è disvelato l'inghippo degli arcani televisivi: non può esistere, sul piccolo schermo, anarchia di montaggio che non abbia un complice nelle vittime. Quindi, in termini di linguaggio, Ghezzi ed il suo Blob, vecchio di un quarto di secolo, sono fronda e non rivoluzione. Fronda nel senso che prendono in giro il mondo con il consenso dei presi per le natiche. In fondo, un contrappasso necessario questo, alla routine della messa in scena. Ripetizione complice come il rapporto tra attori e cinepresa del regista, nel cinema. Una tv spezzata dove carnefice e vittima se la intendono. Tranne Adriano, che quando telefona, seppur apparendo solo in voce, spiega che lui tutto quello spezzatino lo avrebbe montato meglio, più originale. E non così, improntato sul nonsense, come gli attori in cerca di autori. Buon compleanno Blob, ma Celentano resta sempre un'altra cosa perché "chi non lavora non fa l'amore".
E la voce di Celentano dà lezioni in diretta a «Blob»
Il ritorno di Adriano. In voce e non in corpo, in una notte dedicata ai 25 anni di Blob, su Rai 3, in prima serata, rito incentrato sulla decomposizione della televisione senza sensi di colpa. È...
