Un rapimento avrebbe salvato Michael Jackson dalle droghe. Lo afferma Ron Weisner, manager del Re del pop. che nel suo libro "Listen Out Loud", in uscita il 3 giugno, svela che aveva più volte disperatamente tentato di rapire Jackson mentre era in Bahrain, nel tentativo di strapparlo alla dipendenza, rimpinzato di droghe e denaro contante da due principi locali. La star era fuggita nel Golfo Persico nel 2006, quando la sua dipendenza dagli antidolorifici era diventata incontenibile. Un "male" che aveva sviluppato dopo l'incidente in cui gli prese fuoco la testa durante le riprese per lo spot della Pepsi. Weisner scrive di aver detto alla sorella La Toya che aveva intenzione di assoldare dei rapitori per strappare Michael dalle grinfie dei principi e portarlo in un centro riabilitativo sperduto. Dopo averne discusso decine di volte, inizialmente La Toya diede il suo ok, ma poi si tirò indietro. Non c’è dunque mai pace per la memoria di Jacko, esposto anche a una «resurrezione tecnologica» nei giorni scorsi, quando un suo impressionante ologramma è comparso sul palco di Las Vegas, per i Billboard Awards. A cinque anni dalla morte, la proiezione di Michael è apparsa insieme a ballerini reali sulla note della canzone "Slave to the Rhythm", tratta dal suo disco postumo Xscape. Il fantasma virtuale del Re del Pop si è "esibito" anche nel celebre "moonwalk". L'apparizione in ologramma di Jackson era stata osteggiata, nei giorni precedenti ai Billboard Awards, da Hologram Usa Inc e Musion Das Hologram, che dal 2012 detengono il brevetto di questa tecnologia.
«Un rapimento per salvare Jacko dalle droghe»
Un rapimento avrebbe salvato Michael Jackson dalle droghe. Lo afferma Ron Weisner, manager del Re del pop. che nel suo libro "Listen Out Loud", in uscita il 3 giugno, svela che aveva più volte...
