Spettacoli Tv

Quel plotone di eroi che salvò i capolavori

Delude il film ispirato a una missione di guerra Applausi per «In grazia di Dio» di Winspeare

BERLINO Arriva George Clooney e il Festival di Berlino va in tilt. La folla di fan e giornalisti ostacolava l'ingresso per la proiezione al Palast e in molti sono rimasti fuori, tra il malumore generale. Un po' di panico poi in sala quando uno spettatore si è sentito male e la proiezione è stata interrotta per una ventina di minuti, con evidente ritardo dei soccorritori. Molti, chi impaurito dalla situazione chi deluso dal film, sono usciti e alla fine della proiezione non sono mancati "buu" e proteste. A mettere in crisi George ci aveva già pensato qualche giorno fa Variety (la Bibbia del cinema) stroncando il lavoro, perché la pellicola è senza capo nè coda e tradisce la narrazione dell'omonimo romanzo di Edsel. Certo, non si può negare che stavolta Clooney abbia peccato di profondità storica, perdendosi in superficiali clichè sulle varie identità nazionali di russi, americani e tedeschi con 7 protagonisti (Damon, Murray, Goodman, Dujardin, Bonneville, Leonidas e lo stesso George) nel ruolo di improbabili direttori di musei e storici dell'arte, più familiari con Michelangelo e Leonardo che con le M-1. Cate Blanchett ha il ruolo della collaborazionista e indica loro la strada per arrivare al tesoro nascosto. La storia segue le vicende di un singolare plotone istituito dal presidente Roosevelt e da Eisenhower, in missione in Germania, per recuperare capolavori che rischiavano la distruzione per ordine di Hitler. Pregio del regista è stato comunque ricordare come quei Monuments men riuscirono a salvare preziose opere d'arte razziate dai musei e dai collezionisti ebrei, come la Madonna di Bruges di Michelangelo, il Polittico di Gand realizzato dai van Eyck, oltre ad altre opere di Leonardo, Donatello, Vermeer e Rembrandt. «Ci siamo ispirati ad una storia vera - ha detto Clooney, che sarà stasera in tv da Fazio e domani presenterà a Milano il film, da giovedì nelle sale - Erano uomini che non avevano più l'età per combattere ma hanno rischiato la vita per l'arte e se avessero fallito sarebbero andati perduti 6 milioni di capolavori. Mancano ancora all'appello molte opere. Ho realizzato un film positivo, alla vecchia maniera, anche per staccarmi dal mio precedente, Le Idi di marzo che è cinico. Ma io non sono un cinico». Unico film ieri in concorso alla Berlinale è stato invece Beloved Sisters di Dominik Graf, biopic su Friedrich Schiller e sul suo triangolo amoroso vissuto nell'estate del 1788, quando il poeta tedesco amò le sorelle von Longefeld: Caroline, infelicemente sposata e sua eterna amante, e la timida Charlotte che diventerà sua moglie. Nella sezione Panorama, oltre al film d Sophie Fillières, If you don't I will con Emmanuelle Devos e Mathieu Almaric, tanti applausi per I n grazia di Dio di Edoardo Winspeare, storia di tre generazioni di donne del Salento che per la crisi chiudono l'azienda tessile, per poi vivere di agricoltura e baratto, facendo riemergere nuovi sentimenti. E grande attesa oggi per Nymphomaniac , il controverso film a tinte porno di Lars Von Trier.

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