«La cosa che mi mancherà di più è il nostro modo di scherzare. Giocavamo come fanno i bambini facendo finta di inventare menu. Mancherà non solo a me ma a tutta la cultura italiana». Gigi Proietti ricorda Luigi Magni, suo amico e compagno di mille avventure artistiche. Gigi Proietti, quando ha visto Magni per l’ultima volta? L’ultima volta l’ho visto un paio d’anni fa. Per il suo compleanno gli regalai un sonetto ma mi accorsi che già non stava bene. Poi parlai sempre con sua moglie Lucia. Ultimamente si era ritirato a vita privata. Spesso era a Venezia. Stamattina quando ho avuto la notizia, per me è stata una vera botta. Cosa le mancherà di lui? Nonostante la differenza d’età riuscivamo a condividere arte e risate. Cosa lascerà alla cultura italiana? Un vuoto che non è possibile colmare in alcun modo. Oltretutto era anche un vero storico. Cosa intende dire? Quando collaborammo per «I sette re di Roma» dimostrò una correttezza storica eccezionale. Ma non era un intellettuale che si chiudeva in casa. Ha sempre cercato di trasferire i suoi concetti in un linguaggio popolare. Mai saccente ma sempre disponibile verso il pubblico. Qual era la Roma che raccontava? Aveva un forte interesse per i cambiamenti epocali. Ha raccontato Roma dagli albori al Risorgimento. Ne ha fatti talmente tanti di film sul Risorgimento che lo prendevamo in giro chiedendogli: "Quando ne farai un altro?" Qual è il ricordo artistico più intenso? Quando abbiamo lavorato insieme ne «La Tosca». C’era anche Gassman, la Vitti e Aldo Fabrizi. È un film che conosco a memoria. E poi la mia prima esperienza come regista e produttore che risale a «La commedia di Gaetanaccio» scritta da Magni apposta per me. Raccontava la storia di un burattinaio romano. Ed è proprio in quella circostanza che diventammo tanto amici. Magni aveva un rapporto privilegiato con Nino Manfredi, tanto che dopo la morte di quest’ultimo non diresse più alcun film. Cosa ne pensa? So solo che Luigi parlava tantissimo di Manfredi ma io Nino lo conoscevo poco. Luigi lo chiamava «er ciociaro» e ne parlava con molto affetto. Avete lasciato qualche progetto in sospeso? Per anni abbiamo parlato dell’ipotesi di mettere su una versione teatrale de «La Tosca». Ma il progetto è rimasto tale. D’altronde è venuto a mancare anche Trovajoli che doveva essere coinvolto. I migliori se ne stanno andando.
Proietti: «Giocavamo insieme come bambini»
L'attore ricorda Luigi Magni, compagno di tanti successi diventato poi un grande amico
