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«Restituite il Teatro Valle a tutti i romani»

«Andremo dal Prefetto per chiedere la restituzione del Valle». A parlare sono i rappresentanti di Fratelli d’Italia che prendono la parola sull’emergenza Valle. Il teatro nel centro di Roma è stato...

«Andremo dal Prefetto per chiedere la restituzione del Valle». A parlare sono i rappresentanti di Fratelli d’Italia che prendono la parola sull’emergenza Valle. Il teatro nel centro di Roma è stato occupato nel giugno 2011 e proprio ieri la «Fondazione Teatro Valle Bene Comune» ha presentato ufficialmente la stagione che sta per iniziare. Nel frattempo, però, Federico Mollicone, dirigente romano, Fabrizio Ghera, capogruppo comunale di Roma, e Stefano Tozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia al primo municipio, chiedono il ritorno alla legalità. Per questo annunciano di volersi recare in delegazione dal Prefetto di Roma per chiedere che venga dato seguito all’ordine del giorno, accolto dalla Camera, e presentato dai deputati di Fratelli d’Italia Rampelli e Totaro. «La stagione presentata al Valle è una provocazione - attacca Federico Mollicone - L’occupazione del teatro sta creando anche un grave danno erariale. E c’è un altro aspetto da mettere in evidenza: il bene occupato non è di proprietà della Fondazione quindi la stessa Fondazione è illegittima». Secondo Fratelli d’Italia, il prossimo passo da compiere è l’incontro in Prefettura. «Andremo dal Prefetto - prosegue Mollicone - per chiedere il rispetto delle indicazioni dell’ordine del giorno sulla restituzione del bene. Ci domandiamo perché i magistrati in passato non abbiano mai aperto un fascicolo nonostante le segnalazioni. Vogliamo capire se ci sono gli estremi per omissione d’atti d’ufficio». Chi mette in evidenza i mancati introiti è proprio Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio. «L’occupazione del Valle - prosegue Ghera - ha provocato mancati introiti e consumi a carico dell’amministrazione pubblica. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente al sindaco e c’è anche un esposto alle autorità preposte. Viviamo un momento di crisi delle istituzioni teatrali. Oggi il mondo della cultura è in subbuglio e un teatro pubblico viene gestito da privati. Chiediamo agli occupanti di restituire le risorse all’amministrazione». Federico Mollicone scrive anche una lettera aperta agli occupanti della Fondazione in cui si legge: «Non criminalizziamo le lotte popolari - scrive Mollicone - se queste sono ispirate da veri sentimenti di giustizia sociale e promosse in zone degradate a difesa di povera gente o ragazzi emarginati. Quella del Teatro Valle, però, non ha niente a che fare con tutto questo». E più avanti si sottolinea che i rivoluzionari «sono quegli attori, registi e tecnici delle piccole compagnie che hanno piccoli teatri per cui faticano a pagare l’affitto. Sono quelli che pagano l’Enpals e i diritti Siae».

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