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SULLALUNAINAUTO

Terminano la missione di «mappatura» le sonde «Grail» della Nasa Con sei o dodici ruote il futuro dell'esplorazione è dei super-rover

L'Ottocentoè stato il secolo del treno, i cento anni successivi hanno visto in primo piano i bolidi individuali. Che, ad un certo punto, hanno lasciato il pianeta per conquistare altri mondi. E questa non è fantascienza. Così se sulla Terra il Terzo Millennio, per motivi ecologici, vede accorati appelli alla «cura del ferro», l'auto sta conoscendo una «nuova vita». Quella sugli altri pianeti, a cominciare dalla Luna fino a Marte. Lo studio del nostro satellite ha fatto un gigantesco passo avanti con la conclusione, proprio in queste ore, della missione «Grail» della Nasa. Mai il livello di conoscenza della superficie lunare è stato tanto alto. Tutto in vista del prossimo sbarco di uomini, il 2020, sulla Luna. Dove i «lunauti» si muoveranno in auto. Le sonde gemelle della Nasa Ebb e Flow, proprio in queste ore, si schianteranno sulla superficie lunare, alla fine della loro missione di mappatura della gravità lunare, completata con successo. Gli scienziati dell'agenzia Usa hanno spiegato che l'arrivo delle sonde sulla superficie non sarà visibile della Terra, sono troppo piccole e leggere per creare un cratere o sollevare quella quantità di polvere abbastanza grandi da essere osservabili. La zona dell'arrivo sarà una montagna molto lontana dall'area degli allunaggi storici delle missioni Apollo. Ebb e Flow sono entrate nell'orbita lunare all'inizio dell'anno in corso ed esaminando il campo gravitazionale della Luna hanno scoperto che il nostro satellite ha subito nel passato più impatti da corpi celesti estranei di quanto precedentemente pensato. Mentre le sonde facevano le loro misurazioni, gli studenti potevano orientarle dalla Terra per poter fotografare crateri e montagne. Grazie ai dati raccolti e alle numerose immagini, i ricercatori hanno potuto costruire una mappa del campo gravitazionale lunare ad alta risoluzione e ricevere maggiori informazioni sulla composizione strutturale, in particolare della crosta. Studi dettagliati hanno potuto confermare la teoria secondo la quale la sua nascita sarebbe dovuta ad un grande impatto tra la Terra e un oggetto delle dimensioni di Marte. Inoltre, le formazioni osservate sotto la crosta fanno pensare che nelle prime fasi di vita la Luna avesse un diametro maggiore rispetto a quello attuale. Ebb e Flow hanno terminato la loro carica di energia e finiranno sulla superficie lunare. Ma ora tutti pensano al futuro: il nuovo sbarco umano. Gli americani (con un corposissimo contributo di altri paesi) puntano al 2020 per una serie di esplorazioni complesse, da effettuare con un mezzo a dodici ruote, mosso da motori elettrici e con una cabina pressurizzata in grado di ospitare due e più persone. Non sarà la «prima volta» di un'auto sulla Luna. I primi uomini a muoversi con una sorta di jeep tra rocce e crateri furono gli astronauti dell'Apollo 15, nel 1971 e, in seguito, con ritocchi e miglioramenti al veicolo, gli uomini delle missioni Apollo 16 e Apollo 17. Nemmeno quelle furono le prime ruote a girare sulla Luna: il primato è del rover russo comandato a distanza Lunokhod 1, con otto ruote, che «se ne andò a spasso», inviando foto, per quasi un anno nel '69. Un po' come Curiosity, il rover a sei ruote marziano che, proprio in questi giorni, sta esplorando il Pianeta Rosso.

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