Disponendodei dati esatti è possibile conoscere con molto anticipo le evoluzioni di eventi e catastrofi naturali sulla Terra. Ma anche quelli che coinvolgeranno intere galassie. Tra quattro miliardi di anni la Via Lattea non esisterà più. La funesta previsione è stata fatta dalla Nasa la quale ha calcolato, attraverso il super-telescopio spaziale «Hubble», che fra qualche miliardo di anni la Via Lattea, la galassia dove «abita» il pianeta Terra, si scontrerà con la vicina galassia di Andromeda... puff!. Possiamo comunque stare tranquilli, o meglio lo potranno i nostri discendenti, se arriveranno tanto lontano nel tempo, perché il pianeta si salverà. Infatti secondo gli scienziati è improbabile che il Sole e la Terra siano colpiti da stelle o altri pianeti di Andromeda a causa del grande vuoto che esiste tra le due galassie, la cui collisione avverrà ad una velocità di 1,2 milioni di chilometri all'ora, il che vuol dire che ci vorranno circa due miliardi di anni affinché sia compiuta. Attualmente Andromeda si trova a 2,5 milioni di anni luce dalla Via Lattea e si sta avvicinando ad una velocità di oltre 400mila chilometri all'ora. Entrambe le galassie hanno la stessa grandezza e la stessa età: sono «giovanette» di 10 miliardi di anni. Quando la collisione sarà avvenuta, il Sole, calcolano allo Space Telescope Science Institute di Baltimora, in Maryland, che gestisce l'Hubble, avrà ancora davanti due miliardi di anni prima di «spegnersi». In quel lontano futuro sarà diventato talmente grande e cocente che la Terra potrebbe non essere più abitabile. Chissà, forse i nostri discendenti saranno partiti con astronavi in stile Star Trek. A proposito di fantascienza l'attore William Shatner, che di futuro ne capisce, visto che per tanti anni ha vestito la tutina del comandante Kirk, sostiene che la tecnologia deve essere prima di tutto utile. «Non mi sento molto a mio agio con la tecnologia - ha affermato in un'occasione ufficiale - La sfida è gestirla per risolvere problemi con più semplicità, perché altrimenti ai problemi originari se ne aggiungono altri e uscirne diviene difficile». E allora la tecnologia «in orbita» deve avere un utilizzo pratico: come la previsione delle catastrofi. E oggi si può fare. All'Europa costerà 5,8 miliardi di euro in 7 anni, pari a circa 800 milioni l'anno, «tenere aperti gli occhi» sull'ambiente per controllare catastrofi naturali, inquinamento, meteorologia. Questo il costo previsto per finanziare il programma «Sentinel», i sei nuovi satelliti europei per il controllo ambientale, nei 7 anni compresi fra il 2014 e il 2021. Cifre rese note ieri a Copenaghen, nel convegno sul programma europeo Global Monitoring for Environment and Security, organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea, l'Agenzia Europea per l'Ambiente e l'organizzazione europea per l'utilizzo dei dati meteo da satellite, Eumetsat. «Il primo dei satelliti Sentinel dovrebbe essere lanciato nell'ottobre 2014 dalla base europea di Kourou», ha detto il direttore delle attività di Osservazione della Terra dell'Esa, Volker Liebig. Per il vicedirettore generale dell'Industria nella Commissione Europea, Paul Weissenberg, «l'investimento per il programma Gmes permetterà di avere dati di fondamentale importanza, immediatamente a disposizione di tutti e il ritorno atteso è incredibile, pari a circa 4 euro per ogni euro investito».
VIALATTEAADDIO
La nostra galassia si scontrerà tra 4 miliardi di anni con quella di Andromeda Telescopi e satelliti possono «prevedere» il futuro della Terra e dell'Universo