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In Italia la libertà straripa.

169).Poi torna sui suoi passi e racconta un Paese asservito, di cortigiani. Infine (storicamente) senza libertà. Si fa forte della storia e arriva fino ai giorni nostri. Passando per la dittatura di Mussolini al paragone - ardito - con Berlusconi, alla libertà di pensiero con la citazione di Croce e Gobetti: analizzavano il Ventennio (il primo intendendolo come una parentesi storica). Di più, secondo la critica di Augias, che segue il pensiero di Etienne de La Boétie nel trattato «Discorso sulla servitù volontaria», gli italiani sentono la necessità di avere un padrone. In particolare racconta: «La libertà intesa come possibilità di fare i propri comodi ad libitum trascurando le regole, ignorando la libertà degli altri, è esattamente quella dei servi». E continua: «I tiranni - dice - hanno molto potere solo perché i sudditi gli consentono di esercitarlo (...)». Corrado Augias, oltre alla rubrica delle lettere su «La Repubblica», cura anche il programma di libri «Le Storie», all'ora di pranzo su Raitre.Sim. Cap.

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