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Chateaubriand romantico fino alla morte

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Sulle orme del visconte esploratore a caccia dell'antica spiritualità

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GrandissimoChateaubriand, in un'Ottocento che sembrava votato alla glaciazione scientifica, proprio nella patria dell'Illuminismo, seppe imprimere una svolta romantica alla cultura letteraria del suo Paese. Irrequieto, ironico, cinico, amante dei viaggi e delle avventure, romantico fino alla morte, sollevò un vento caldo che per due secoli e ancora oggi gonfia le vele della letteratura francese. L'ultima fatica dello scrittore Stenio Solinas è certamente un omaggio al padre del romanticismo francese, ma non solo. «Da Parigi a Gerusalemme - Sulle tracce di Chateaubriand», Le Stelle Vallecchi, 165 pagine, euro 15,50, è un taccuino di viaggio, una raccolta di riflessioni, il manifesto di una generazione «trasversale», che va da Torquato Tasso a Gabriele D'Annunzio (ma è aperto a interventi da ogni epoca) che ha il cuore eternamente «lontano», in viaggio. Nel 1811 Chateaubriand, a quarantatrè anni, era già fuggito dagli sbocchi di sangue della Rivoluzione Francese, si era perso tra le montagne dell'America e aveva scritto «René» e «Genio del Cristianesimo». Non solo, in preda ad una febbre visionaria era andato in cerca del «punto di rottura» tra lo sterile paganesimo e l'etica perfetta del Cristianesimo, la «nuova religione», la vera rivoluzione che aveva cambiato la Storia. Tra travaglio interiore e ansia di fare, intraprese un viaggio, reale, ma anche interiore, attraverso Grecia, Asia minore, Palestina, Egitto. Ritornato in patria scrisse, appunto nel 1811, duecento anni fa, «L'Itinéraire de Paris à Jérusalem». Stenio Solinas si e messo in viaggio come fece Chateaubriand: con una barca a vela da Trieste verso Istanbul. Un'odissea dello spirito lunga 1350 miglia. Poi volerà in Palestina. «Non posso guardare un vascello senza morire dalla voglia di andarmene», diceva il visconte. Ma andarsene da dove? Ecco, il libro di Solinas cerca di dare una risposta a questa domanda. Senza riuscirci, ovviamente, perché delle volte viaggiare non è solo un sistema pratico per andare da un luogo ad un altro. «L'Itinéraire de Paris à Jérusalem», quello originale, valse a Chateaubriand l'ingresso nella prestigiosa Académie francaise. Ma lui, il visconte, nel discorso di ringraziamento criticò con tale decisione la Rivoluzione che dovette darsela a gambe. Per tornare all'Académie dovette attendere gli anni della Restaurazione.

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