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Le opere del teologo Ratzinger

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diANDREA GAGLIARDUCCI Comincia dalla "Teologia della Liturgia" la pubblicazione in italiano dell'opera omnia di Benedetto XVI. Il volume, edito dalla Libreria Editrice Vaticana è stato presentato ieri. Insieme è stata presentata un'altra iniziativa editoriale dell'Editrice Vaticana in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede: il libro "Joseph Ratzinger. Opera Omnia. Invito alla Lettura". Poco più di un centinaio di pagine, curate da Pierluca Azzaro, con interventi importanti: da quello del segretario di Stato Tarcisio Bertone a quello del sottosegretario della presidenza del Consiglio Gianni Letta, passando per Gehrard Muller, vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer e Christian Schaller, curatori dell'edizione tedesca, Lucetta Scaraffia, firma dell'«Osservatore Romano», Antonio Zanardi Landi, ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede. Il lavoro di raccolta dell'Opera Omnia nasce in tedesco. È quella la lingua con cui Ratzinger scrive i suoi libri e ha porta avanti gli studi in teologia. Ogni volume ha l'approvazione del Papa. Il quale ha chiesto che i testi abbiano tutti come autore Joseph Ratzinger, e non Benedetto XVI, per favorire il dibattito accademico sui suoi studi, slegandoli dal dogma dell'infallibilità papale. Significativo che il primo volume dell'Opera Omnia ad essere pubblicato sia in realtà l'undicesimo della serie di sedici. Una scelta che Benedetto XVI ha spiegato nell'introduzione: «Quando ho deciso, dopo qualche esitazione, di accettare il progetto di una edizione di tutte le mie opere, mi è stato subito chiaro che vi dovesse valere l'ordine delle priorità del Concilio, e che quindi il primo volume ad uscire doveva essere quello con i miei scritti sulla liturgia. La liturgia della Chiesa è stata per me, fin dalla mia infanzia, l'attività centrale della mia vita». Tanto che a partire da qui si può comprendere la rivoluzione tranquilla di Benedetto XVI che non riguarda solo la Curia, ma anche il modo di pregare. A piccoli passi, il Papa ha chiesto che il crocifisso fosse posizionato al centro dell'altare, poi ha disposto che chi riceve la comunione dalle sue mani si debba inginocchare, poi ha liberalizzato l'antico rito, un provvedimento controverso all'interno della Chiesa, ma che si inserisce in un disegno di unire l'intera comunità cristiana. «La liturgia è la chiave di volta di questo Papato», afferma il cardinal Bertone, mentre Lucetta Scaraffia definisce le parole del Papa "una luce chiara e gentile", e Gianni Letta ricorda che "il grande teologo non rifugge mai, quando il tema gliene dà occasione, di riflettere sulla questione della corretta trasposizione della fede nella vita pubblica". Tanto che nel 2001, in un discorso a Benevento di fatto profetizza la crisi economica.

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