Tutte le strade dell'arte contemporanea portano a Roma, per lo meno in questi giorni. Ai mega-eventi dell'inaugurazione del Maxxi e del nuovo Macro si affianca da oggi la terza edizione della fiera d'arte contemporanea, The Road to Contemporary Art, allestita fino al 30 maggio negli spazi del Macro Future e della Pelanda, a Testaccio. Il mercato si intreccia e va a braccetto con il museo ed altrettanto fanno le istituzioni pubbliche e quelle private, senza le ipocrisie del passato. Al Maxxi sarà presentata la più grande mostra mai dedicata finora ad un colosso come Gino De Dominicis e chi vorrà e potrà permetterselo troverà in fiera alcune sue opere in vendita, partendo dai 70-80.000 euro di quelle più piccole per arrivare ai 300-400.000 di quella più impegnativa, presentata dalla galleria Toselli di Milano. E se alla Galleria Nazionale d'arte Moderna si può ammirare una bella mostra incentrata sui tagli di Fontana e anche sui capolavori materici di Burri, un rapido salto in fiera permetterebbe di acquistare un «Concetto spaziale» del primo a cifre comprese fra i 500.000 e i 750.000 euro oppure una splendida «Combustione» del secondo a quasi 600.000 euro. Ogni desiderio sembra possibile, crisi permettendo e passando dai tagli sugli stipendi degli impiegati pubblici ai tagli di Fontana. «Soprattutto in un periodo difficile come questo – ci dice Davide Mazzoleni, che nel suo stand presenta capolavori di Afro, Burri, Fontana, Capogrossi – i collezionisti cercano opere storiche, di alta qualità, che non tradiscono». Ma ecco i numeri della fiera: 67 gallerie italiane e straniere si dislocano in oltre 8000 metri quadrati, 18 opere di grandi dimensioni animano gli spazi esterni ai padiglioni, tre mostre collaterali presentate nel Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia danno vita al focus culturale dell'evento: «Cose mai viste» curata da Achille Bonito Oliva, «Accademia delle Accademie» ideata da Shara Wassermann con i borsisti delle istituzioni culturali straniere e «Spirito» con l'installazione di Mat Collishaw, a cura di V.Ciarallo e Pier Paolo Pancotto. Ma quanto costa the Road to Contemporary Art? La cifra fa quasi spavento: «Un milione e mezzo di euro – ci dice Roberto Casiraghi, direttore della fiera - coperti per un terzo dai 500.000 euro del Comune e della Camera di Commercio, per un terzo dai galleristi espositori e per il rimanente da sponsor privati». Si prevede un parziale rientro economico per l'indotto della capitale attraverso i tremila ospiti internazionali attesi ma francamente l'entità del contributo pubblico pare eccessiva soprattutto a fronte di tagli imposti a mostre dall'esclusivo valore culturale. In ogni caso, ha spiegato l'Assessore alle Politiche culturali Umberto Croppi, «non mi sembra che gli investimenti per questo evento siano così alti. In questi giorni si sta realizzando un'azione sinergica, senza precedenti, che ha come protagonista l'arte contemporanea. Tutta la città è elettrizzata da una grande energia. E così si generano nuovi flussi economici, culturali, turistici». Fra le opere più sorprendenti e kitsch spiccano le grandi messinscene fotografiche di una star come David Lachapelle che beatifica a modo suo Michael Jackson trasformandolo anche in un angelo che schiaccia un orrido diavolo (nello stand di Robilant+Voena di Londra). E fra le numerose opere fotografiche di alta qualità spiccano quelle (in vendita a tremila euro) di un artista poco noto, il goriziano Roberto Kusterle che immagina con toni visionari un rinnovato rapporto di equilibrio fra uomo e natura (da Weber & Weber di Torino), necessario ad una società in crisi globale.
ContempoRoma
