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L'amicizia tra utopia e realtà Si trasforma ma sopravvive

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FabianaPellegrino Fiducia, lealtà, libertà. In una sola parola, amicizia. Concetto antico, dalle nobili origini letterarie, esplorato da uno dei maggiori esperti italiani nello studio dei sentimenti, Francesco Alberoni. «L'amicizia» è una ricostruzione dell'idea di amicizia, disegnata attraverso definizioni, analogie e differenze tra l'amicizia dei secoli scorsi e quella che, sopravvissuta alla metamorfosi della modernità, si fa spazio in un mondo fatto, oggi, soprattutto di convenienza. Sospesa tra innamoramento e virtù, l'amicizia si ciba di un amore unico nel suo genere, nudo e fedele, trasparente e sicuro. Quella di Alberoni è un'idea sopravvissuta alle trasformazioni del tempo. È fresca, leggera, anche quando è eroica. «L'amicizia dice sempre, anche di fronte alla morte: "Non c'è di che". Non chiede di dare tutto. Però quello che chiede lo esige». Alberoni, sociologo e giornalista, ha pubblicato il saggio sull'amicizia per la prima volta nel 1984, ristampato a giugno di quest'anno da Rizzoli. Quello che offre al lettore è un modello, «che chiede di essere rispettato. Per quel tanto che noi lo seguiamo, il mondo si riempe di amici e questi, vedendoci, ci sorridono». Alberoni, perchè l'idea dell'amicizia è così importante? «Ho scelto l'amicizia nell'ambito di una trilogia sui sentimenti scritta diversi anni fa. Prima è venuto "Innamoramento e amore" nel 1979, poi "L'Amicizia" nel 1984 ed infine "Erotismo" nel 1986. Il modello ideale dell'amicizia mi serviva proprio per tracciare la differenza con l'amore. Nella trilogia esploravo le principali esperienze amorose e passionali». In cosa sono diversi amicizia, amore ed erotismo? «L'amicizia è la forma morale dell'amore. È diversa dall'erotismo proprio perchè è priva di qualsiasi componente erotica. L'amicizia è basata sulla fiducia e sulla reciprocità. In amore, spesso ciascuno cerca di dominare l'altro, di tenerlo legato a sé. Gli amici si cercano per stare bene insieme. Se non ci riescono, si lasciano, mettono un po' di distanza fra di loro. E poi io posso innamorarmi di qualcuno che non mi corrisponde, e non per questo smetto di essere innamorato. L'innamoramento nasce senza reciprocità e ne va alla ricerca. Invece, io non resto amico di uno che non è mio amico. Nell'amicizia non c'è rischio. L'amico ti tratta bene, ti aiuta, che non ha gelosia, né invidia. Quello tra amici è un rapporto paritario». Una storia d'amore invece non lo è? «L'amore, al contrario dell'amicizia, è spasmodico, passionale, chi si ama si cerca in continuazione, mentre tra amici c'è libertà. Io posso incontrare un mio amico dopo anni e parlarci come se non fosse trascorsa neppure un'ora dall'ultima volta che l'ho visto. Di questo tratta il mio libro, tra l'altro l'unico al mondo a descrivere la fenomenologia dell'amicizia». Lei scrive che il registro della giustizia non è l'amore ma l'amicizia, perchè? «L'amico viene prima dell'interesse, prima dell'utilitarismo, al contrario dell'amore dove vince anche l'egoismo». L'amicizia è più legata all'infanzia oppure può sopravvivere anche nell'età adulta? «L'amicizia è un sentimento che appare molto presto nell'infanzia, a differenza dell'amore. Da bambini avere degli amici è ancora più importante perchè per l'amore è quello materno. Da bambini si cresce con la figura dell'amico migliore. Nella vita adulta questo sentimento cambia ancora, si è amici di poche persone, spesso le amicizie adulte si rompono più facilmente, d'altronde capita anche nei matrimoni, le persone si incontrano e poi, magari, si salutano dopo un po'» C'è spazio per l'amicizia oggi? «Come sempre. Chi crede che oggi sia più il tempo dell'amicizia sbaglia. Certo, il sentimento è cambiato assieme ai tempi. a la natura del'amicizia, la sua struttura resta sempre la stessa».

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