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Monica Guerritore recita brani effimeri e travolgenti

Monica Gueritore

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Viaggio letterario nell'animo umano, lo spettacolo «Dall'inferno... all'infinito» impegna Monica Guerritore in una performance estiva che prende il via stasera nell'incantevole abbazia medioevale di Fossanova, nell'ambito della rassegna «Il senso dei luoghi», promossa dalla Regione Lazio e realizzata dall'Atcl per accogliere eventi teatrali in località di pregio. Dalla prima cantica dell'Alighieri fino al genio leopardiano, passando per Elsa Morante, Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini e Patrizia Valduga, si insegue il significato profondo dell'esistere in una prova d'attrice che esalta la suggestione evocativa della parola e una magnetica presenza interpretativa. Autori scelti personalmente in una selezione di brani incisivi, assoluti e icastici nel cogliere l'essenza di un vivere effimero quanto travolgente permettono, infatti, di comunicare al meglio con il pubblico. «La potente forza creativa dell'Immaginazione delle pagine di Hillmann e Citati accompagnano e forse spiegano la discesa nell'intima natura umana che Dante mette in versi nei canti iniziali dell'Inferno - spiega la protagonista -. Nelle bellissime parole di Wagner, la forza della musica diventa motore emotivo, precedendo e amplificando il tormento delle passioni amorose, come quella fra Paolo e Francesca o l'abbandono descritto ne "La tentazione" della Valduga, ma analizzando anche la ferocia come nel canto del conte Ugolino. Gli abissi naturali che portano in scena le figure materne e paterne sono poi indagati da Pasolini e Morante. La ricerca di Maestri lontani tra loro per epoca svela le possibilità di un'unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del Sé. Le parole di Eco e del grande psicanalista Galimberti guidano noi, uomini di oggi, nella comprensione del nostro Inferno interiore e dell'Infinito intuito. Tutto è percepito e ci viene consegnato da un'unica fonte: l'Intuizione artistica di uomini e donne che hanno "cercato se stessi", in accordo con Pavese». E l'urgenza di esprimersi e condividere un'avventura interiore con gli spettatori si traduce per Monica Guerritore in una precisa intenzione: «il desiderio forte di sradicare parole, testi e versi altissimi dalla loro collocazione "conosciuta" per restituirgli un "senso" originario e potente».

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