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Sanremo, il Festival di Bonolis <br/>divide Rai e Mediaset

Sanremo, il Festival di Bonolis <br/>divide Rai e Mediaset

Bonolis

{{IMG_SX}}Qualcuno aveva chiesto conto a Bonolis del suo "fallimento" in Mediaset e Paolino, dopo aver cinguettato sussiegoso di un Festival che si augura "appassionante, divertente e sopratutto elegante", sbracava in modo fragoroso: "Le spiace se me gratto i cojoni?". E a chi gli chiedeva conto dei suoi impegni sul network commerciale: "Io non sono sotto contratto con Mediaset, con cui non ho nessun rapporto, né presente né futuro. Non vengo qui a svernare, ma perché la proposta di Raiuno era affascinante. Io lavoro solo a progetto, e comunque ho la coscienza pulita, vado via da un posto dove guadagno dieci volte di più". Di quanto? Non è cortese dirlo in pubblico c'è chi quantifica il suo compenso sanremese in un milione di euro, chissà se lordo o netto.

E peccato che a Canale 5 non siano persuasi della sua libertà d'azione: a maggio Piersilvio Berlusconi aveva fatto notare che sul contratto di Bonolis, in scadenza nel 2008, era già stata esercitata un'opzione di esclusiva per altri due anni. Ieri, dopo dichiarazioni così tranchant del transfuga, dal bunker di Mediaset decidevano di non replicare, ma i sussurri dei corridoi alludevano a un possibile redde rationem oneroso per Paolino, che non esclude "atri impegni su Raiuno" Dopo il crepuscolo precisava il manager Lucio Presta: "Qell'opzione è già superata, dopo Sanremo decideremo cosa fare".

Il Festivalone salterà? Certo che no: la macchina è ormai lanciata verso le solite cinque serate (tra il 15 e il 21 febbraio) imposte dalla convenzione-ghigliottina con il comune rivierasco. Spiegava Bonolis: "Ame piace lavorare sul prodotto dall'inizio alla fine, farmene carico dalla prima vite fino all'ultima serata, non mi interessa una semplice conduzione". dunque si rivoluziona tutto: gara all'ultimo sangue tra 15 artisti che verranno eliminati, incerottati e qualcuno ripescato, fino al duello finale. Giudicati dapprima da una giuria in sala all'Ariston ("così si evita il rischio che chi si esibisce alle 21 abbia più possibilità di chi arriva alle 23", e strada facendo mischiando il giudizio con il televoto e addirittura con quello degli orchestrali.

Una seconda competizione riguarderà otto "Proposte 2009", sponsorizzate da big (si vocifera di Irene Grandi, Negramaro, Ligabue), che potrebbero spendersi nel giovedì dei duetti; una terza gara sarà su Internet: cento canzoni di belli spiriti canori e debuttanti allo sbaraglio da votare in rete, chi vince salirà sul palco. Bonolis avrà (non è ancora chiaro in che ruolo) al suo fianco il sodale Luca Laurenti, con il quale dal 12 gennaio condurrà su Radiodue un programma apripista del Festival: e sempre la radio (novità) trasmetterà una settimana prima della kermesse i brani dei giovani, che non arriveranno inascoltati in tv.
 

Per replicare il successo d'ascolti del 2005 Bonolis ha riproposto la squadra autoriale con il direttore musicale Gianmarco Mazzi: ogni canzone avrà una «regia dedicata», e cinque donne non identificate affiancheranno, una per sera, il presentatore. Abolito tout-cort il dopofestival antelucano. Gli ospiti, "magari mai visti sulle tv italiane, dovranno avere qualcosa da dire". Spunta il nome di Angelina Jolie ("nuovi figli permettendo"), smentiti i contatti con Woody Allen, e non costa nulla immaginare l'incursione di Benigni, compagno di scuderia di Paolino.
Dal canto suo, Fabrizio Del Noce dissimula: non sa quanto resisterà sulla poltrona da direttorissimo, e allora sottolinea il «contenimento dei costi. Non sarà un Festival a caviale e champagne, ma offriremo qualcosa di più della gazzosa». Finalmente può sbandierare l'amicizia con Bonolis, "artista che più ha contribuito al rilancio di Raiuno" . Sulla coppietta aleggia, e non da ora, il fantasma di Pippone.

Il conduttore concede astutamente al rivale l'onore delle armi: "Baudo ha condotto Sanremo per 13 volte, non ricordiamoci solo di quando gli è andata male. Un perfetto uomo-immagine per Viale Mazzini, Bonolis. Sia pur rigorosamente "a progetto" Allora perché se n'era andato a Mediaset? "Non capite? Mi fu impedito di rimanere alla Rai". Dal cielo in tempesta piovono fulmini e saette.

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