Antonio Angeli [email protected] Sembravano relegati ad ...
E non solo letterario. La fortuna editoriale della pirateria di mare ha una precisa data di nascita: il lontano 1881, anno in cui venne pubblicato (a puntate) «L'isola del tesoro», il capolavoro di Robert Louis Stevenson. Avventure, ricchezze incredibili e duelli: questi ingredienti, miscelati dall'abilità narrativa dell'autore, hanno creato un genere immortale. Prova ne sono i tantissimi romanzi e film che hanno seguito quel glorioso capostipite. Ultimo, per tempo, nel filone letterario è arrivato nelle librerie il romanzo «L'ultimo pirata - La clessidra del potere», edito da Mondadori, 17 euro, 263 pagine. L'autore è un giovane, anzi, giovanissimo, innamorato del mondo dei pirati: Matteo Mazzuca, milanese, 19 anni, folgorato a 9 dalla «piratologia», scrittore per diletto dai 13, romanziere impegnato a 16 e, oggi, esordiente nel panorama editoriale. «Il mio amore per il mondo dei pirati - spiega Matteo, che si è da poco diplomato al liceo Classico - è nato dal colpo di fulmine che ho avuto leggendo "L'Isola del tesoro", l'ho trovato in libreria, l'ho letto ed è subito diventato il mio romanzo preferito. Sono rimasto conquistato dall'immagine romantica del pirata con il pappagallo sulla spalla». Matteo Mazzuca ha soddisfatto la sua «sete» proseguendo con i cassici: da Stevenson a Salgari, con «Il corsaro nero» e molti altri. «Il problema per me - prosegue Matteo - è che il divertimento si è fermato quando sono finiti i grandi classici, perché gli autori "minori" non sono molto belli. Allora, a 13 anni, per divertimento, ho iniziato a scrivere questo libro. Poi a 16 la cosa è diventata più seria, ma il primo capitolo è, in pratica, rimasto quello della stesura originale». L'idea di Matteo, sul quale la Mondadori ha puntato molto, con un'edizione rilegata con copertina e grafica curatissime, è di scrivere due libri della serie «L'ultimo pirata»: il primo è questo «La clessidra del potere», il secondo, tra un po' di vacanze e l'iscrizione all'università, è in preparazione. «Poi chissà... - spiega Matteo - ne potrebbe venire anche una trilogia, in futuro vedremo». Quello per i pirati, assicura, è un amore che non passerà, anche se in futuro scriverà di altri argomenti. Ed è un amore che ha travolto buona parte dei giovani e non più giovani, vista la dovizia di titoli sull'argomento che partono dalle collane per i bambini. Pirati, corsari e bucanieri affollano il panorama editoriale già dalle edizioni per i piccolissimi: tre anni in su. Un successo che non sembra avere fine.
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