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Kanakis: «Il film si sceglie la fiction entra nelle case»

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..chevoleva fare l'attrice». E fa l'attrice... «Con tanto piacere, con molta serietà. È un mestiere duro ma interessante. Mi emoziona e cerco di regalare emozioni». Presente alla seconda edizione di Roma Fiction Festival, soddisfatta.... «Certamente. È l'unico festival della fiction che raccoglie opere edite e propone fiction inedite che si rivedranno il prossimo anno. Largo movimento di attori non solo di fiction ma anche di cinema. Grandi consensi, ottime presenze. Abbiamo presentato "La terza verità" regia di Stefano Reali, una fiction già edita la scorsa stagione, uno dei tanti successi di Rai Uno». Attrice di cinema, di fiction, di teatro...per lei è sempre la stessa cosa? «Sì, mi piace comunque lavorare per il cinema. Ho cominciato con il cinema ma oggi la fiction regala alle attrici ruoli più prepotenti ed il divario qualitativo tra cinema e fiction si è molto ridotto. La fiction entra nelle case, è importante lavorare sulla qualità, nei linguaggi e nei contenuti. Il film lo scegli, la fiction ti arriva a casa». E l'amore... «Da quattro anni ho sposato un complice che vive i miei successi come i suoi e i miei dispiaceri come i suoi». Contenta del matrimonio? «Il matrimonio è l'arte a volte del compromesso. Vivere in due ti allena a non vivere solo per il tuo ego e quindi non bisogna mettersi al centro del mondo. Prima a volte ero "Annacentrica"». Non ha avuto ancora figli... «I figli son belli se vengono... altrimenti ci sono le adozioni. Anche quelli sono figli e non di un Dio minore». Il suo futuro lo programma? «Il mio futuro professionale è un ruolo probabile in un film, il mio futuro non professionale una vita con viaggi, curiosità cercando di dilatare il tempo proprio a causa della brevità della vita». Le fa paura la vecchiaia? «Magari arrivarci, amo la vita in ogni sua forma». Si sente molto bella? «La bellezza è un regalo non conquistato, ti trovi, nasci bella con i pro e i contro. Se hai cervello forse più contro... dici ovviamente più no. Comunque meglio essere nate belle».

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