Proprio dalla popolare cultura di sinistra arriva la critica bacchettona che dà colpa alla pubblicità fatta sulle reti Rai a questo genere di film: «Un film denigratorio, offensivo nei confronti della categoria degli insegnanti e degli studenti stessi e comunque non formativo». Un attacco che ha scaldato Boldi, il quale ha subito replicato sulle pagine di un quotidiano dichiarando di essere «molto dispiaciuto. Vorrei che questi signori dell'Unione si ricredessero - ha aggiunto -. Forse, non hanno figli o nipoti attratti dalle risate che questo tipo di film genera. Non mi sono mai permesso di criticarli, di chiedere cosa stanno facendo per il Paese quando sono in Parlamento». Si è permessa invece di essere più aggressiva Sabrina Ferilli, interprete con De Sica e Ghini di "Natale a New York", che ha strenuamente difeso il "cinepanettone". E a costo di rompere la sua lunga e collaudata liaison con l'Unione, ha bacchettato i parlamentari di sinistra incriminati, ribattendo loro che «sono proprio i "cinepanettoni" a sostenere il cinema italiano. Andrebbero perciò difesi piuttosto che attaccati». La sinistra, non contenta dei suoi contrasti interni, ora si divide pure sui film di Natale. Mentre in silenzio s'insinua un altro prodotto cinematografico natalizio, il "cinepandoro", come lo ha definito Alessandro D'Alatri che ha diretto Paolo Bonolis in "Commediasexi", film che è uscito nelle sale proprio ieri, insieme con i due "cinepanettoni": "Natale a New York" di Neri Parenti, con la Ferilli, Christian De Sica e Massimo Ghini, e "Olè" dei Vanzina, con Massimo Boldi e Vincenzo Salemme. In tre occuperanno oltre 1600 schermi e, polemiche a parte, il business è assicurato.
Lo scontro
Unione divisa
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