Lo spettacolo è composto da testi di chi ha scritto su Milano o di milanesi. Pensavo potesse non piacere fuori della Lombardia. Mi sono sbagliata. L'ho portato in scena da Parigi alla Sardegna, con successo incredibile. Ed il successo continua a Roma. Nata a Milano, vive a Parigi, ha vissuto a Roma. Perché? Dall'87 vivo soprattutto a Parigi. Recito anche in francese. Per me è semplice, è come recitare in milanese. La mia seconda lingua è il tedesco ma, anche se mi è stato chiesto, non ho mai lavorato con quell'idioma forse per pigrizia o per vaghezza. Amo Milano, mi piace Roma. Cosa avrebbe fatto se non avesse fatto l'attrice? Niente e molto. Avrei scritto, dipinto oppure oziato. L'ozio mi piace esercitarlo. Mi piaceva oziare da piccola, mi piace farlo ancora oggi. I suoi genitori li ricorda con piacere? Mia madre non lavorava, mio padre era un imprenditore. Mio fratello lavorava con lui. I miei genitori mi hanno dato tanto e ancora oggi mi regalano emozioni. Ero una bambina poco vivace, introversa, solitaria. Fui spedita a studiare dalle suore tedesche. Ottima scuola, eccellenti dame inglesi. Ha cominciato a fare l'attrice per scelta, per caso o per necessità? Per caso. Incontrai a 16 anni Fantasio Piccoli. Aveva una compagnia, mi chiese di lavorare con lui, io accettai volentieri. I miei erano contrari. Accettarono poi la mia scelta. Pensavo di non essere in grado di fare l' attrice. Non sono tornata più indietro. Ha fatto tanti provini? Non ho mai preso parte ad un provino ma mi sono stati sempre proposti ruoli. L'incontro più importante della sua vita? L'incontro professionale sicuramente con Luchino Visconti. E l'incontro non professionale? Con mio marito Giorgio Ferrara. Una storia che dura da più di 30 anni. È bello come il primo giorno. Che cosa non rifarebbe? La regista. Ho scritto due commedie, rappresentate con successo. Ma la regista proprio non la farò più.
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