I LOCALI DIVENTANO ATELIER
Chef come gli stilisti, ambasciatori del Belpaese
Lo rilevaa uno studio realizzato per il «Sanpellegrino Club», primo osservatorio/laboratorio internazionale (presente in oltre 100 paesi) che analizza le nuove tendenze, gli stili di vita che nascono proprio dai ristoranti e dai caffè più esclusivi del mondo. Tra gli intervistati, esperti di moda italiani, direttori e stilyst delle testate moda e lifestyle, studiosi e critici di moda e costume. Dallo studio condotto, il ristorante è sempre più come un atelier, un luogo dove nascono mode, tendenze e stili di vita, gli chef, quindi, sembrano vestire i panni degli stilisti. I piatti, poi, assomigliano sempre più a degli abiti d'alta moda da indossare. La tavola si trasforma in una «passerella» dove i singoli piatti devono colpire e meravigliare e l'arte della cena lunga (dining experience) diventa la nuova tendenza nei ristoranti, non più semplici luoghi di passaggio, ma luoghi dove incontrarsi e socializzare. La cena fuori casa diventa quindi possibilità di scoprire nuovi sapori ed atmosfere per la maggioranza, relativa, dei guru della moda e del life style intervistati (32%), e trovare nuovi stimoli e nuovi spunti dal punto di vista creativo (16%). Dall'indagine risultano inoltre in calo la cucina etnica e nouvelle cusine mentre vanno meglio i ristoranti che propongono menù rigorosamente «bio». L'arredamento, le luci, fino allo stesso abbigliamento del personale e all'atmosfera, oltre naturalmente alla cucina, sono gli elementi ai quali prestare maggiore attenzione per l'89% degli intervistati. Numerosissimi gli elementi di similitudine tra moda e ristoranti, primo tra tutti la creatività, la qualità e la grande ricerca (per gli ingredienti da un lato e per le stoffe dall'altro). Ma gli stessi creatori di moda, secondo gli interpellati, potrebbero trarre dai grandi ristoranti la sperimentazione nell'uso e nell'abbinamento dei colori e l'attenzione per ogni particolare, oltre alla capacità di cambiare, pur mantenendo la propria identità. Moda e ristorazione condividono soprattutto il ruolo di veri ambasciatori dell'Italia all'estero, per il 69% degli intervistati. In entrambi i casi la capacità di innovare è indispensabile (57%), pur mantenendo ben salda la propria identità e il proprio stile (44%). Non solo. Devono essere entrambe in grado di promuovere ed esaltare la tradizione e la cultura locale, senza però cadere nel provincialismo (39%). Quanto agli stilisti che si danno alla ristorazione, per il 27% degli esperti la ragione è soprattutto legata agli affari, anche se non manca chi è convinto che rappresenti un'ottima opportunità per scoprire nuove frontiere creative e per promuovere il made in Italy. In ogni caso non dovrebbero mai essere trascurate la qualità della cucina e l'attenzione per la qualità dei prodotti utilizzati, condizioni necessarie per rappresentare l'«Italian Style» nel mondo.
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