Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

IN FRANCIA durante gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale furono duemila o poco più i Giusti che ...

default_image

  • a
  • a
  • a

Per la prima volta un libro in forma di dizionario li cataloga uno per uno, attingendo alla banca-dati del Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, e si interroga sul loro numero. 79 anni, nativo di Strasburgo, dal 1968 in Israele, lo storico Lucien Lazare è l'autore del «Dictionnaire des Justes de France» (pubblicato dalla Fayard con prefazione di Jacques Chirac) e non ha dubbi sul fatto che il coraggio è merce sempre rara. «I Giusti sono stati ovunque una minoranza minuscola», mette in risalto lo storico e precisa che in base alle testimonianze degli ebrei salvati gli Schindler e i Perlasca non furono più di ventimila in tutta Europa. «La Polonia - spiega - ne conta da sola cinquemila. Ma è impossibile confrontare situazioni differenti. Nell'Europa dell'est la politica di eliminazione è stata infinitamente più brutale che in Europa occidentale». Di certo con 2.000 Giusti (il 10% del totale europeo) la Francia non può cullarsi nell'illusione alimentata da un film di Gerard Jugnot uscito l'anno scorso con enorme successo, «Monsieur Batignole», dove si racconta di un macellaio parigino qualunque che nel 1942 in un sussulto di decenza salva la vita di un bambino ebreo. No, i Monsieur Batignole furono delle rarissime mosche bianche, con l'aggravante che la repubblica di Vichy capeggiata dal generale Petain era mossa da un profondo antisemitismo autoctono quando collaborava con i nazisti tedeschi per la «soluzione finale». Particolare curioso: nel Dizionario non figurano né Luis-Ferdinand Celine (ferocemente antisemita, si è vantato di aver salvato degli ebrei dalla deportazione) e nemmeno il rispettatissimo Abbè Pierre, che avrebbe aiutato un certo numero di ebrei a rifugiarsi in Svizzera. Per entrambi, afferma Lazare, non ci sono prove certe.

Dai blog