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Il cinema italiano porta anche due film di Leone restaurati Tribeca Festival per le vie di Manhattan con De Niro, Al Pacino, Douglas e Bono

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A Manhattan, nella zona del Triangle Below Canal Street, un'affollatissima arteria che partendo dalle rive dell'Hudson attraversa buona parte di Downtown, oggi non c'è solo la più terribile ferita urbanistica dei nostri tempi. Grazie all'iniziativa della Tribeca Production di New York, la casa di produzione fondata cinque anni fa da Robert De Niro e da Jane Rosenthal, si è infatti svolta l'inaugurazione della seconda edizione del Tribeca Film Festival. La manifestazione parte con uno slogan ben preciso: «Tornare a far vivere Manhattan», proprio nel luogo dove è stata profondamente lacerata, favorendo l'incontro diretto tra opere e pubblico, affinché la gente partecipi al progetto artistico della città. Oltre a promuovere il cinema giovanile e indipendente, il Tribeca Festival ha ideato anche degli eventi speciali, a cominciare con il Family Festival, dedicato alle famiglie, e per finire con la Drive in movie classics, una sezione particolare che fa rivivere le emozioni delle arene all'aperto. Particolarmente importante il sostegno di Miuccia Prada, che nella sua boutique di Broadway ha allestito uno spazio per alcune proiezioni, e della Fanara And Associates, società che promuove con molti eventi italo-americani il gemellaggio tra Roma e New York. Tre sono inoltre le anteprime in programma entro domenica, giorno in cui si chiuderà la rassegna: «Down with love», di Peyton Reed che ha aperto il festival, con Renée Zellweger e Ewan McGregor; «The in-laws» di Andrew Fleming, con Michael Douglas e Albert Brooks; e «Chinese Coffee» di Al Pacino. Significativo lo spazio che il Tribeca ha poi dato all'Italia. Due i film di Sergio Leone restaurati con scene inedite: «Il buono, il brutto e il cattivo» con quindici minuti in cui si possono di nuovo ammirare le intense espressioni di Clint Eastwood ed Eli Wallach; e «C'era una volta l'America» con dieci minuti inediti, in cui appare De Niro nel leggendario ruolo di Noodles. Tra i recenti film italiani sono stati invece scelti «Carlo Giuliani, ragazzo» di Francesca Comencini e «Aprimi il cuore» della giovane regista Giada Colagrande. Sono infine altre due le storie che rievocano atmosfere italiane, anche se sono di produzioni straniere: la prima, realizzata dalla Francia, è «Il est plus facile pour un chameau» diretto da Valeria Bruni Tedeschi, con Chiara Mastroianni, mentre la seconda, intitolata «My house in Umbria» è una produzione inglese, diretta da Richard Loncraine. Molte le star che hanno aderito martedì all'iniziativa del Tribeca e all'inaugurazione del festival di Lower Manhattan, dove le strade sono state chiuse al traffico per consentire una parata di star: Robert De Niro, il sindaco Michael Bloomberg, il governatore dello Stato di New York George Pataki, il ministro per l'Economia Charles Gargano, il cantante Bono degli U2, la Zellweger, Ewan McGregor, Miuccia Prada e il jazzista Winston Marsalis che si è esibito sul palco.

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