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Coronavirus, calano i ricoveri in terapia intensiva. 636 morti in più

Carlo Antini
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Continua il calo dei ricoveri in terapia intensiva e il numero dei positivi che ha raggiunto 93.187, con un incremento di 1.941 rispetto a ieri. Sono i dati diffusi dalla Protezione Civile nel consueto punto con la stampa. Sono 22.837 le persone guarite, 1.022 quelli di oggi, i deceduti sono 16.523, 636 in più rispetto a ieri, i ricoverati con sintomi sono 28.976, in terapia intensiva 3.898, in isolamento domiciliare 60.313. I tamponi effettuati, in totale, sono 721.732. «Sono dati confortanti, effetto delle misure di contenimento messe in atto, a partire dal distanziamento, risultato degli sforzi quotidiani di tutti» ha detto Luca Richeldi, pneumologo del Gemelli. Dati che fanno anche sperare all'inizio della fase due, indicata per ora al 13 aprile, ma ancora difficile da confermare come ha spiegato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli: «Una volta fatte le valutazioni tecnico scientifiche, spetterà ai decisori politici quando ci sarà la fase due. Il comitato tecnico scientifico sta lavorando, la presidenza del consiglio sta lavorando - ma come ha aggiunto Richeldi - le raccomandazioni del comitato tecnico scientifico saranno tanto più precise quanto più i dati saranno disponibili, il cts non può formulare delle indicazioni che non tengano conto di quello che succederà da oggi al 13. Sarà un compromesso tra avere il massimo di informazioni dai dati, e consentire un congruo periodo di tempo per fare un provvedimento legislativo non è semplice». Il capo della Protezione Civile è intervenuto anche in merito alla polemica tra medici lombardi e la Regione governata da Fontana «questo virus è un nemico invisibile, è stato fatto un lavoro immane da parte i medici della Lombardia, di meglio non si poteva fare, hanno fatto tutto quello che potevano con gli strumenti a disposizione», ha concluso Borrelli.

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