Un monito contro "le raccomandazioni e le tangenti" è stato pronunciato oggi da Papa Francesco nel discorso alla Curia Romana in occasione degli auguri natalizi. In merito, il Pontefice ha ripetuto le parole di Paolo VI che ricordò alla Curia "la sua vocazione all'esemplarita'". "Esemplarità - ha spiegato - per evitare gli scandali che feriscono le anime e minacciano la credibilità della nostra testimonianza. Fedeltà - ha scandito - alla nostra consacrazione, alla nostra vocazione, ricordando sempre le parole di Cristo: "Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti". E 'Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!". Insomma per Papa Francesco le "malattie curialì e gli scandali non nasconderanno l'efficienza dei servizi" per questo è importante andare avanti con la riforma. Doti dei curiali, ha continuato Francesco che ha suddiviso il suo catalogo delle virtù in ben 12 punti seguendo l'acriostico della parola misericordia, debbono essere anche "l'onestà è la rettitudine", cioè "la coerenza e l'agire con sincerità assoluta con noi stessi e con Dio. Chi è onesto non agisce rettamente soltanto sotto lo sguardo del sorvegliante o del superiore; l'onesto non teme di essere sorpreso, perché non inganna mai colui che si fida di lui". "L'onesto - ha ricordato - non spadroneggia mai sulle persone o sulle cose che gli sono state affidate da amministrare, come fa il servo malvagio". "L'onestà è la base su cui poggiano tutte le altre qualità. Maturità è la ricerca di raggiungere l'armonia tra le nostre capacità fisiche, psichiche e spirituali. Essa è la meta e l'esito di un processo di sviluppo che non finisce mai e che non dipende dall'età che abbiamo". "Il Papa ha poi esortato i curiali anche ad evitare "gli eccessi emotivi" seguendo sempre la "razionalità", insistendo però sulla necessità anche dell'"amabilità" che essi debbono testimoniare sempre "per evitare gli eccessi della burocrazia e delle programmazioni e pianificazioni". "Sono doti necessarie per l'equilibrio della personalità mentre "ogni eccesso è indice di qualche squilibrio". Francesco ha suggerito ai curuiali anche di essere sempre "cauti nel giudizio, capaci di astenerci da azioni impulsive e affrettate". Si tratta, ha sottolineato, di "far emergere il meglio da noi stessi, dagli altri e dalle situazioni agendo con attenzione e comprensione. È il fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te". Quindi ha insistito sulla "determinazione" che "è l'agire con volontà risoluta, con visione chiara e con obbedienza a Dio, e solo per la legge suprema della salus animarum". E ha chiuso il suo elenco con un richiamo alla "sobrietà", ultima delle virtù elencate oggi "ma non per importanza". "È - ha chiarito - la capacità di rinunciare al superfluo e di resistere alla logica consumistica dominante. La sobrietà è prudenza, semplicità, essenzialità, equilibrio e temperanza. La sobrietà è guardare il mondo con gli occhi di Dio e con lo sguardo dei poveri e dalla parte dei poveri. La sobrietà è uno stile di vita che indica il primato dell'altro come principio gerarchico ed esprime l'esistenza come premura e servizio verso gli altri. Chi è sobrio è una persona coerente ed essenziale in tutto, perché sa ridurre, recuperare, riciclare, riparare e vivere con il senso della misura"
Monito del Papa alla Curia: "Rifiutate tangenti e raccomandazioni"
Duro discorso del Pontefice ai porporati di Roma in occasione degli auguri natalizi. Bergoglio: "Vado avanti con la riforma, gli scandali non nasconderanno l'efficienza dei servizi"
