Attualità

L’ex prete fa l’attivista gay su Facebook

Nuovo spettacolare outing di Charamsa per il referendum in Slovenia E sul profilo spunta il cuoricino blu della relazione con il compagno Planas

Da monsignore e teologo della Congregazione per la dottrina della fede a attivista dei diritti gay su Facebook, con tanto di cuoricino che annuncia l'ufficializzazione della «relationship» con il proprio compagno Eduard Planas. Per Krzysztof Charamsa (che fino allo scorso 3 ottobre era segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale vaticana e insegnava teologia alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum a Roma) il passo è stato relativamente breve. E ieri, con la soave leggerezza degli adolescenti che segnalano il cambiamento del proprio status sentimentale su facebook, ha messo il proprio bravo cuoricino blu annunciando «urbi et orbi» che il dado è stato ulteriormente tratto. Con tanto di foto sorridente dei due tipo «due cuori e una capanna». Ma quello di Charamsa non è più un outing a sorpresa, dopo l'intervista al «Corriere della Sera» del 10 ottobre scorso c'era ormai poco che non avesse svelato, quanto una dichiarazione di militanza per i diritti gay. Reso ancora più chiaro da una lettera aperta agli elettori sloveni, postata appena sotto il nuovo status sentimentale del teologo, per invitarli a votare a favore della legge statale sulle unioni gay che si è tenuto proprio ieri. Una lettera accorata ma anche un po' ingenua, che chiede agli sloveni di votare in quella maniera come vero e proprio dono di Natale, sostenendo che «Dio lo vuole». Nel curriculum degli studi teologici di Charamsa si legge che nell'anno 1997 era stato ordinato sacerdote e che ha compiuto gli studi filosofici e teologici a Pelplin in Polonia . Mentre una delle sue pubblicazioni più importanti l'ha fatta mentre studiava nella facoltà di teologia di Lugano in Svizzera. Titolo? «Dio soffre? L'insegnamento della Chiesa sull'impassibilità divina in vista di certe critiche moderne della dottrina». Infine nella Pontificia Università Gregoriana ha conseguito il dottorato nel 2002 con una tesi su «L'immutabilità di Dio. L'insegnamento di San Tommaso d'Aquino nei suoi sviluppi presso i commentatori scolastici». Così perfezionando la propria dottrina. Adesso però è decisamente passato alla vita secolare e sembra anche volere buttarsi in politica. Se qualcuno ancora si domandava se Charamsa fosse stato dilaniato dalla drammaticità del proprio status quando per la prima volta esternò la propria condizione di religioso gay innamorato, o non piuttosto da uno smodato desiderio di apparire mediaticamente, ieri è arrivata una risposta: l'ex monsignor è diventato un militante dei diritti gay. E ha scelto l'inaugurazione del sinodo per fare il primo passo e il referendum sloveno sulle unioni gay per il secondo. Niente di male per carità. Nella chiesa luterana tedesca è normalissimo, come capita anche a Roma, che il pastore della comunità presenti ai fedeli il proprio compagno di vita e di fede. In quella cattolica magari un po' meno. Ma «the times» come diceva Bob Dylan nella nota canzone degli anni '60 «they are a changing».

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