L’Isis era pronto a colpire la Svizzera. Due siriani sono stati arrestati nella regione di Ginevra per presunta fabbricazione, detenzione e trasporto di materiale esplosivo. Sono stati fermati durante un controllo stradale. L’auto, con targa belga, era stata segnalata perché sospettata di trasportare anche gas tossici, che poi però non sono stati trovati. Di esplosivo ne è invece stato rinvenuto parecchio. Il ministero della Giustizia elvetico ha aperto un’inchiesta penale riguardo a un allerta terrorismo proprio a Ginevra giovedì scorso. La coppia di siriani, ha spiegato il procuratore Oliver Jornot, «era appena arrivata a Ginevra e non parlava francese». L’operazione arriva durante la caccia a quattro sospetti jihadisti che, dal Belgio, si starebbero spostando verso la Svizzera e che sarebbero legati agli attentati di Parigi del 13 novembre scorso. Caccia che ha spinto la Confederazione a rafforzare la sorveglianza presso gli obiettivi sensibili, parlamento, ministeri e sedi delle organizzazioni internazionali. Ma, nonostante l’allarme, ancora non ci sono indicazioni che permettano di capire se i sospettati abbiano effettivamente varcato il confine elvetico. Intanto in Grecia è stato accertato che Abdelhamid Abaooud, il «cervello» degli assalti di Parigi ucciso il 19 novembre scorso durante un blitz della polizia, il 3 ottobre scorso era sull’isola Leros. Lo testimonierebbe i riscontri di alcune telefonate. Proprio in quei giorni sono stati registrati come profughi nel locale centro di accoglienza due dei kamikaze che si sono fatti esplodere davanti lo Stade de France: alla frontiera greca hanno presentato passaporti di soldati siriani morti. Le vera identità resta sconosciuta.
Due siriani carichi di esplosivo presi a Ginevra
L’Isis era pronto a colpire la Svizzera. Due siriani sono stati arrestati nella regione di Ginevra per presunta fabbricazione, detenzione e trasporto di materiale esplosivo. Sono stati fermati...
