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Milano blindata per la prima alla Scala

Successo per l'evento che ha aperto la stagione lirica: 11 minuti di applausi. C'è anche Renzi: "Non chiudiamoci in casa" LA PRIMA MENEGHINA Giovanna D'Arco alla Scala 150 anni dopo

Si è concluso senza incidenti la prima della Scala, con in cartellone la Giovanna d'Arco di Giuseppe Verdi diretta da Riccardo Chailly. Il teatro milanese era stato segnalato dall'Fbi come probabile obiettivo dell'Isis, per questo è stato rafforzato lo schieramento di forze dell'ordine, la maggior parte degli agenti in assetto antisommossa, sia al di qua che al di là della "zona rossa", prospiciente e nelle vie intorno al teatro. Nonostante la presenza di antagonisti e della Cub, non si sono registrati scontri né momenti di tensione. Semplici spettatori, mondo della finanza, vip e politici hanno dovuto passare il controllo al metal detector, all'ingresso a teatro, per la prima volta per la rappresentazione del 7 dicembre.   Fra i big anche il premier Renzi Tra le autorità presenti, il premier Matteo Renzi, alla sua "prima" come presidente del Consiglio, con la moglie Agnese, i ministri Paolo Gentiloni (Esteri), Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti) e Dario Franceschini (Beni culturali), il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, il neoprefetto di Milano Alessandro Marangoni. Tra i vip il ballerino Roberto Bolle, l'etoile Carla Fracci, Valeria Marini, la cantante americana Patti Smith, che domani terra una conferenza nell'ambito dell'iniziativa 'Prima diffusà.   Grandi assenti Grande assente, oltre ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sarebbe stata la sua "prima" come capo dello Stato, rimasto a Roma, per partecipare, domani, all'apertura del Giubileo. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha lasciato il teatro alla Scala senza rilasciare dichiarazione, a parte un laconico "buonasera".

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