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Magdi Allam: "Ci stanno islamizzando"

Il giornalista presenta il suo libro a Roma sulla minaccia terrorista

Appuntamento romano, ieri sera, per il libro di Magdi Allam, «Islam. Siamo in guerra», presentato su iniziativa dell’Associazione per la Promozione delle Arti in Italia. Il testo di Magdi Allam è centrale, e molto citato nei talk shows, in questi giorni dove la minaccia terroristica impone un modo chiaro di confrontarsi con l’Islam. All’evento, moderato da Angela Braghin, studiosa di diritti umani, è intervenuto anche Francobaldo Chiocci, celebre inviato speciale in molte zone calde di guerra, che ha ricordato il suo impatto con l’Islam. «Era il 1980 - ha raccontato Chiocci - e visitai le famigerate carceri di Evian in Iran, ai tempi in cui il Paese era in guerra con l’Iraq. C’erano dei condannati a morte, che sarebbero stati eliminati addirittura per svenamento. Un’atrocità. Per questo, quando incontrai il Procuratore Generale Islamico non gli strinsi la mano. Da occidentale non potevo accettare questa pratica orribile». Magdi Allam smonta tante ipocrisie su terrorismo ed Islam, svelando la cruda realtà. «Chi conosce bene il Corano, sa che i terroristi ottemperano in maniera integrale a quel che c’è scritto. Mentre il cristianesimo professa che Dio si è incarnato nell’uomo, suo figlio Gesù, il Corano professa che Dio si è incarnato nel Libro sacro. Per questo non vi è possibilità di interpretare il testo secondo ragione. Chi ha provato a farlo, come il filosofo Averroè, non ha avuto una bella fine». Sul fenomeno terroristico, Allam spiega che «è endogeno e difficilmente controllabile. Viene da piccole cellule composte da ragazzi figli di immigrati e cittadini dei Paesi europei. Quanto accaduto a Parigi lo dimostra». Ma non finisce qui. Secondo Allam, infatti, sarebbe anche in atto una «strategia di islamizzazione demografica, mediante grandi flussi migratori» verso l’Europa. Leva di questo è, senz’altro, la politica delle porte aperte. Altro aspetto, quello della formazione dei giovani. Quanto accaduto in molte scuole italiane, con la negazione, da parte di presidi e di docenti, del presepe e di canti natalizi, conferma «la presenza di un relativismo nella società, derivante dal ’68. Principio da cui non è estranea nemmeno la Chiesa, avendolo introdotto con il Concilio Vaticano Secondo». Tornando alla minaccia terroristica, Allam spiega che «questa è una guerra. Persino Papa Francesco ha affermato che "siamo nella III Guerra Mondiale". È la guerra del terrorismo islamico globalizzato. L’Europa è diventata terra di Jihad. Sbaglia Renzi a non riconoscerlo chiaramente».

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