Attualità

Vatileaks, processo rinviato al 7 dicembre

Accolta la richiesta dell'avvocato della Chaouqui. Monsignor Balda si affida a un memoriale: "Eravamo amanti". La pr lo querela: "Falso"

Su istanza dell'avvocatessa Laura Sgrò, subentrata al difensore d'ufficio di Francesca Immacolata Chaouqui, il Tribunale vaticano ha rinviato il procersso "Vatileaks2" al prossimo 7 dicembre, alla vigilia dell'apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, inizio ufficiale del Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. La Corte, presieduta da Giuseppe Dalla Torre, si è riunita brevemente in Camera di Consiglio dopo la "non opposizione" del promotore di Giustizia, Gianpiero Milano, e ha concesso dunque "i termini a difesa", indicando anche la data per la presentazione di prove a discolpa della parte: il 5 dicembre. L'udienza Oggi gli imputati erano tutti presenti in aula con i difensori. Anche Maio e Fittipaldi hanno nominato un avvocato di fiducia, confermando però lo stesso che gli era stato assegnato d'ufficio. Proprio come aveva già fatto Nuzzi. Mentre alla prima udienza appariva dimessa, non truccata, con addirittura i jeans sbottonati a causa della gravidanza iniziata da poco, Chaouqui si è presentata oggi truccata, con stivali e tacchi e un vestito nero sopra al ginocchio. Monsignor Balda, che resta agli arresti, proprio per questa sua condizione non ha fatto dichiarazioni alla stampa, limitandosi a dire ancora una volta "sto bene, benissimo". E, andando per primo a sedersi sulla panca alla sinistra della Corte, ha fatto in modo di non avere come vicino la sua ex amica, ma Fittipaldi e Nuzzi. Nicola Maio, che era l'ultimo della fila, era invece il più teso. Ai colleghi che seguivano l'udienza, Nuzzi ha confermato di avere in mano tutto il fascicolo processuale e di avere conservato "lo storico dei messaggi" tra lui e Balda. Il giornalista ha segnalato poi una sua precisa volontà: quella di opporsi a eventuali interrogatori separati con esclusione della presenza di uno o più imputati. La Chaouqui invece ha affermato: "Questi 5 giorni mi serviranno a dimostrare la mia estraneità a questa vicenda. Non c'è una prova contro di me". Chaouqui: "Querela contro Balda" "Sto presentando una nuova querela contro il memoriale che monsignor Balda ha redatto in cella pubblicato oggi da Repubblica", afferma Chaouqui. "Ho già querelato monsignor Balda disconoscendo totalmente il contenuto dello scritto. E' totalmente falso, mirato a gettare discredito sulla mia persona, impregnato di falsità dolorosamente organizzate per rappresentare una realtà inesistente". Sabato scorso, continua Chaouqui, "ho provveduto a querelare l'avvocato Zaccaria per essersi illecitamente procurata atti riservati del processo e tutti gli avvocati rotali con accesso agli atti (tranne l'avvocato Camilli, mio difensore d'ufficio e l'avvocato Sgrò, mio legale di fiducia) poi consegnati" alla stampa. "E' vergognoso - quindi conclude - che un sacerdote utilizzi mezzi simili per sostenere una difesa insostenibile da ogni punto di vista". Nel memoriale che doveva essere oggetto dell'udienza di oggi nella Santa Sede, monsignor Balda rivela i suoi rapporti, anche sessuali con Francesca Chaouqui. Balda, inoltre, afferma che la pierre gli aveva confidato di far parte dei servizi segreti e che il matrimonio con il marito sarebbe stato solo una copertura. Nuovi guai giudiziari, Chaouqui indagata con il marito La pr è indagata assieme al marito Corrado Lanino, tecnico informatico, per i reati di estorsione e intrusione informatica. L'iscrizione sul registro degli indagati della Chaouqui e del marito è stata decisa dai pm Stefano Pesci e Nicola Maiorani, cui il procuratore Giuseppe Pignatone ha assegnato il procedimento.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.