Processate Silvio Berlusconi. Di nuovo. Firmato, ça va sans dire, procura di Milano. Ieri, infatti, i magistrati meneghini hanno chiesto il rinvio a giudizio del Cavaliere e di altri trenta indagati, fra cui Karima El Marough, alias «Ruby Rubacuori», e il suo ex legale Luca Giuliante, nell’ambito del cosiddetto «Ruby ter», procedimento nato con la trasmissione del Tribunale milanese alla procura dei verbali di altri due processi, il «Ruby 1», conclusosi con l’assoluzione definitiva del leader di Forza Italia accusato di concussione e prostituzione minorile, e il «Ruby bis», che in appello era sì terminato con la condanna di Emilio Fede e Nicole Minetti, colpevoli, secondo i pm, di aver procurato le ragazze per i festini di Arcore, ma che la Cassazione ha annullato ordinando un nuovo processo. Nel Ruby ter Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari, in sostanza di aver pagato, in varie forme, alcune delle cosiddette «olgettine» al fine di indurle a testimoniare il falso e così «proteggere» lo stesso Cavaliere. I magistrati si sono convinti che i regali di Berlusconi a Ruby (circa 7 milioni di euro) e alle altre ragazze (3 milioni) sarebbero, in realtà, il pagamento per le loro bugie e reticenze in tribunale. Dell’inchiesta fanno parte numerose intercettazioni, telefoniche e non, per undici delle quali, poco più di un mese fa, il giudice per le indagini preliminari di Milano, Stefania Donadeo, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Pietro Forno e dei pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, ha inviato al Parlamento (le telefonate risalgono al 2012, anno in cui Berlusconi era ancora senatore) la richiesta di poterle utilizzare. Secondo il giudice, infatti, le conversazioni fra Berlusconi da una parte e Iris Berardi e Barbara Guerra dall’altra «appaiono rilevanti» ai fini del procedimento, in quanto dimostrerebbero le «trattative» messe in atto per far ottenere alle due donne «somme di denaro» e immobili, e al Cavaliere una sorta di «lealtà processuale» da parte loro. In buona sostanza il gip ritiene necessario utilizzare quelle telefonate perché da un lato rappresenterebbero anche la prova delle «pressanti richieste» delle due ragazze «di adempimento degli obblighi di dazione di quanto promesso», e allo stesso tempo sarebbero la dimostrazione di come Berlusconi si sia attivato per corromperle, ad esempio chiedendo alla Guerra di «convincere Iris Berardi a revocare la costituzione di parte civile» nel Ruby bis. In cambio di quella scelta, poi avvenuta da parte di entrambe, le due ragazze, sempre stando a quanto il gip scrive nella richiesta inviata al Senato, «sono state poi destinatarie, a titolo di comodato gratuito (...), di due ville del valore di circa un milione di euro l’una». Ma poco prima che il giudice, accogliendo la richiesta dei pm, si rivolgesse a palazzo Madama, il legale di Berlusconi, Federico Cecconi, aveva sostenuto l’incompatibilità proprio del gip Donadeo, in quanto si trattava dello stesso magistrato che in precedenza autorizzò, con 16 provvedimenti, proprio le intercettazioni oggetto del caso derivanti da un’altra inchiesta poi archiviata. La questione di legittimità costituzionale, però, venne bocciata dal giudice Donadeo, il quale, pochi giorni dopo, inviò al Senato la richiesta di utilizzazione delle conversazioni telefoniche. Va infine rammentato che nell’inchiesta Ruby ter erano coinvolti anche gli storici avvocati del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Piero Longo, per i quali il 6 novembre scorso il giudice ha archiviato la posizione (insieme a quella di altri 13 indagati), annotando che manca la prova che i due legali abbiano avuto un ruolo nel presunto «accordo corruttivo» fra Berlusconi e le olgettine siglato, secondo i pm, il 15 gennaio del 2011 ad Arcore. Sono in tutto 31 gli indagati per i quali la procura di Milano chiede il rinvio a giudizio. Ci sono una serie di ex olgettine, ospiti fisse delle cene che si tenevano a Villa San Martino come Miriam Loddo, Alessandra Sorcinelli, Barbara Guerra, Barbara Faggioli, Aris Espinosa, le gemelle De Vivo, Iris Berardi. C’è anche il marito della giocane marocchina che ha dato il nome a ben tre procedimenti, Luca Risso. Tra gli indagati figura anche Maria Rosaria Rossi, collaboratrice politica da anni dell'ex premier e il giornalista Carlo Rossella. Quattro, invece, sono le parti offese individuate dalla procura di Milano. Si tratta di Ambra Battilana, Chiara danese, Imane Fadil e il ministero della Giustizia Ieri, subito dopo aver appreso della richiesta di rinvio a giudizio del Cav, Debora Bergamini, responsabile comunicazione di FI, ha accusato la magistratura di essere «più impegnata a convogliare tempo e risorse» contro Berlusconi che non contro «il terrorismo». Pensiero condiviso dal vicepresidente di Palazzo Madama di Forza Italia Maurizio Gasparri, mentre il suo omologo alla Camera, Renato Brunetta, ha parlato di «accusa assurda, marziana e grottesca».
"Ha corrotto le Olgettine". Cav nei guai
Chiesto il processo per Berlusconi e altri trenta indagati nell’ambito del Ruby-Ter Forza Italia in rivolta: "La procura di Milano ha un chiodo fisso. Pensi al terrorismo"
