«C’è il rischio che i terroristi usino armi chimiche o batteriologiche». A dirlo non è un allarmista di professione, ma il premier francese Manuel Valls. E scatta l’allarme anche in Italia. «Il governo italiano non sottovaluti le dichiarazioni del Premier francese Manuel Valls sul rischio di un terrorismo non convenzionale con armi chimiche e batteriologiche - sottolinea Antonio Brizzi, il segretario generale del Conapo sindacato autonomo dei vigili del fuoco - Il premier Renzi ed il ministro Alfano devono prendere atto della ridotta operatività causata dai tagli ed emanare con urgenza misure per la sicurezza dei cittadini italiani, tra cui l'adeguamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco alle sempre più crescenti necessità del paese». I Vdf hanno importantissimi compiti di difesa civile che prevedono di dover fronteggiare, anche in relazione alla situazione internazionale, i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone o beni, con l'uso di armi nucleari, batteriologiche, chimiche e radiologiche. Però oggi il Corpo dei vigili del fuoco è in sofferenza, mancano oltre 3.500 vigili del fuoco su un totale di 32.734 previsti nel ruolo permanente, e quelli in servizio hanno un età media di quasi cinquant'anni quando servirebbero soccorritori giovani. «A causa dei tagli da anni non si fanno più addestramenti ed esercitazioni che simulano scenari di attacchi chimici e batteriologici e molte attrezzature di protezione risultano non funzionanti o scadute. Il personale è costretto ad addestrarsi al di fuori dell'orario di lavoro senza essere retribuito», spiega ancora Brizzi. L’allarme di Valls è stato raccolto anche dalla Coldiretti. «Il sistema agroalimentare - dicono alla Coldiretti - è particolarmente sensibile alle attività terroristiche tanto che negli Stati Uniti dopo l'attacco alle Torri gemelle è stato varato un apposito Bioterrorism Act con l'obiettivo di permettere alle autorità di prevenire, identificare velocemente ed eliminare le fonti di pericolo. Lì le eventuali operazioni di acquisizione da parte di gruppi stranieri sono sottoposte a procedure più complesse, a differenza di quanto avviene in Italia.
"È possibile un attacco con armi batteriologiche"
Il premier francese e la (possibile) nuova strategia Isis. C’è il serio rischio di un terrorismo non convenzionale
