L'aereo russo precipitato in Sinai sarebbe esploso in volo mentre era inserito il pilota automatico. Nonostante ciò è ancora presto per dire cosa ha causato lo scoppio registrato dalle scatole nere. Il rumore, comunque, sarà analizzato a fondo dagli esperti che lavorano al caso. Ancora nessuna certezza sulle cause dell'incidente all'Airbus 321 che trasportava 224 turisti russi di ritorno da Sharm el Sheik. La commissione d'inchiesta egiziana ieri ha fatto un primo punto sullo stato delle indagini che, al momento, non escludono alcuna ipotesi. Dall'Italia, intanto, è stato inviato in Egitto un team di tecnici che avranno il compito di analizzare le misure di sicurezza adottate per i vettori italiani in partenza per il nostro Paese. Il Cairo, però, è ancora cauto sull'ipotesi attentato e ieri, Ayman al-Mokadem, il capo del pool investigativo che deve fare luce sullo schianto del velivolo passeggeri, ha sostanzialmente confermato che ancora non si è arrivati a nessuna conclusione. A livello internazionale, però, le intelligence di altri Paesi, accusate dall'Egitto di non collaborare con lo scambio di informazioni, continuano a far circolare indiscrezioni secondo le quali dietro lo schianto dell'aereo russo c'è la mano dell’Isis. Proprio in merito a questo, al-Mokadem ha chiesto a chi ha realizzato questi rapporti «di fornirci tutte le informazioni che ci possono essere utili nel condurre il nostro lavoro». Intanto, spunta il giallo su un missile che, il 23 agosto scorso, avrebbe sfiorato un volo Thomson decollato da Londra Stansted per Sharm El Sheikh con 189 passeggeri. Il velivolo, mentre si avvicinava alla località turistica, sarebbe riuscito ad evitare l’impatto solo per pochi secondi. Dall’Egitto, però, fanno sapere che sul caso è stata aperta anche «un’indagine che avrebbe stabilito che ìnon si è trattato di un attacco mirato», bensì un evento da «mettere in relazione con esercitazioni di routine condotte dai militari egiziani nell'area in quel momento». Una strana coincidenza, che getta un’ulteriore ombra sulla vicenda. Per il generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare, inoltre, «quella dell'Airbus A321 russo e del DC-9 Itavia di Ustica sembrano tragedie gemelle eppure la cosa non suscita riflessione alcuna, la tesi indimostrabile ed indimostrata del missile che ha colpito il DC-9 Itavia non può ormai essere più messa in discussione». E gli Stati Uniti non hanno dubbi: si è trattato di un attentato terroristico. Gli 007 lasciano trapelare indiscrezioni che indirizzano verso questa pista. Fonti dell’intelligence citate dalla Nbc rivelano di aver intercettato conversazioni tra i vertici del Califfato a Raqqa in cui si ]esultava alla notizia di quanto avvenuto: «Stavano chiaramente celebrando l'evento». Intanto la situazione dei turisti in attesa di partire da Sharm el Sheik non è si è ancora risolta. La Farnesina ha fatto sapere che a maggiore tutela dei nostri connazionali, un team di esperti tecnici, supportato dall'Ambasciata d'Italia al Cairo, giungerà oggi all'aeroporto di Sharm el Sheik per un'analisi delle misure di sicurezza adottate per i vettori italiani in partenza da Italia.. Per gli italiani in attesa di partire, invece, in serata 104 sono stati imbarcati su un volo Easy jet diretto a Londra da dove poi raggiungeranno Malpensa.
Sinai, un missile sfiorò un aereo inglese
L’Egitto: «Un episodio connesso alle esercitazioni militari di routine» Il gen Tricarico: «Le tragedie dell’Airbus russo e di Ustica sembrano gemelle»
