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"Marino sottovalutò la corruzione mafiosa"

L’"accusa" è contenuta nella relazione del capo ispettori del prefetto in Comune

«Ignazio Marino dimostra di aver commesso l’errore di sottovalutare la corruzione e di non identificarla per quello che è: un veicolo del contagio mafioso». Una pecca «più volte denunciata come grave dagli organi chiamati alla repressione della criminalità mafiosa». È il passaggio chiave della relazione stilata dal prefetto Marilisa Magno, a capo della commissione d’accesso che fra gennaio e giugno 2015 ha lavorato per produrre una fotografia il più possibile nitida delle infiltrazioni di Mafia Capitale in Campidoglio. Una sentenza politica sul biennio del chirurgo Dem a Palazzo Senatorio, contenuta tutta in quel verbo, «sottovalutare», che dà l’idea di quello che stava accadendo prima dell’intervento della magistratura, il 4 dicembre 2014. Intorno all’ex sindaco il «capitale politico di Mafia Capitale» agiva senza grossi argini. C’era Daniele Ozzimo, assessore alla Casa che stava per diventare anche assessore alle Politiche Sociali, del quale Marino diceva che «è indagato per corruzione, non per reati di associazione mafiosa» e di averlo conosciuto «come una persona che ha agito a difesa della legalità». Ma c’erano anche Mirko Coratti, che sarebbe potuto diventare vicesindaco, Pierpaolo Pedetti e altri soggetti non indagati come Francesco D’Ausilio e Erica Battaglia, su cui il prefetto Magno si sofferma a lungo.     I FONDI PER IL LITORALE Intanto sotto inchiesta sono finiti i «fondi regionali per lo sviluppo del litorale laziale», varati dalla Giunta regionale a maggio scorso. Agli atti dell'inchiesta Mafia Capitale, depositati al maxi processo, risulta un'informativa dei carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) datata 25 settembre scorso, in cui sono illustrati particolari circa erogazioni e finanziamenti deviati al X Municipio di Ostia. Si tratterebbe di parte delle erogazioni per 12 milioni di euro destinate alla riqualificazione del litorale, in cui sono previste nuove realizzazioni per 2 milioni 400mila euro, interventi in corso per 2 milioni 800mila euro e opere sbloccate per 7 milioni di euro. L'operazione della Regione Lazio rientra in un più ampio investimento per 65 milioni di euro, tra fondi regionali ed europei, per la complessiva riqualificazione turistica del litorale laziale. In particolare, nel mirino ci sono le erogazioni per 1,2 milioni di euro che l'ex capogruppo Pdl in Regione, Luca Gramazio, avrebbe fatto avere - attraverso presunti emendamenti al piano di riqualificazione, da dirottare al Municipio di Ostia - alle coop di Salvatore Buzzi, braccio imprenditoriale di Mafia Capitale, che dovevano svolgere lavori per il «verde pubblico». Nella relazione del prefetto Magno, però, sono svelati anche altri particolari. E' il caso degli accertamenti investigativi in corso sui fondi per il Pua, il piano di utilizzazione degli areni. Nella relazione si legge che «è materia di attenzione da parte delle Forze di polizia, poiché riguarda il Pua regionale, che prevede l'erogazione di enormi investimenti pubblici finalizzati a valorizzare il demanio marittimo lidense con la realizzazione di importanti infrastrutture, per le quali, quindi, non è possibile escludere l'interesse della criminalità organizzata».

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