«Io faccio panini», assicura Sergio Carminati, il fratello del presunto boss della mafia della Capitale d’Italia. A sentirlo sembra si tratti di uno di quei camper che prepara hot dog, ma incalzato ammette: «Ho un localetto, 40 metri quadri, nel Centro di Roma». Camicia, giacca in velluto marrone a coste, jeans e scarpe da ginnastica griffate. Sergio Carminati è all’esterno dell’aula Occorsio. Stringe fra le mani il cellulare, sta inviando dei messaggi. «Aspettate», dice, «volete leggere anche quello scrivo?». Un 52enne brizzolato, distinto e deciso: «Avete creato voi della stampa il mostro. Non c’è stato un giorno, da dicembre dell’anno scorso (quando c’è stata la prima ondata di arresti, ndr), che mio fratello non è finito sui giornali». Signor Carminati, le accuse le fa la Procura. «Ma per favore, mio fratello avrebbe fatto tutte quelle cose? Se fosse stato un dentista? O un medico? Credete che sarebbe finito in questi teoremi?». Ma perché suo fratello che lavoro fa? «Chiedetelo a lui…». Non è così semplice. Però c’è tutto un trascorso giudiziario che rende, indubbiamente, suo fratello un personaggio enigmatico. «Massimo ha scontato le condanne per gli errori che ha commesso. Ma sapete cos’è successo per il processo per l’omicidio di Mino Pecorelli (giornalista, ndr)? È stato assolto in tutti i gradi di giudizio. Lo vogliono incastrare». Chi? «Spero emerga nel corso del processo». Ci vuole raccontare come Massimo Carminati ha perso l’occhio? «Non me lo scorderò mai. Sparato a brucia pelo dalle forze dell’ordine. Un colpo esploso in faccia quando aveva una ventina d’anni. E chi ha pagato per quanto è successo?». Parliamo dell’epoca in cui aveva rapporti con la Banda della Magliana quindi. Ma lei ha mai conosciuto qualche esponente? «Tra me e Massimo ci sono 5 anni di differenza, quando lui ne aveva 20 io ne avevo 15. Quindi la risposta è no. Forse se li vedo in foto potrei riconoscerne qualcuno». Che vita però quella di suo fratello… «Un romanzo. Come le accuse che sono state fatte». Di certo è citato in romanzi ma anche film. «Infatti la verità è che c’è gente che su questi teoremi infondati sta diventando ricca, proprio con romanzi e film. Adesso devo andare, e non fate come Huffington post». Che ha fatto? «Ha messo le foto delle due mie figlie minori».
"Mio fratello? Non è un mostro"
Parla Sergio Carminati: "Coi film su di lui alcuni sono ricchi"
