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Roma, una città super commissariata

C’è quello del Pd, del Giubileo e della Sanità In Comune c’è il prefetto e si aspettano i vice...

A Roma, ormai, il mestiere più di moda è il Commissario». La critica, ieri, è arrivata da Roberto Morassut, deputato del Partito Democratico e profondo conoscitore della capitale visto che è stato assessore all’urbanistica per ben due consigliature con Walter Veltroni. Ed è una critica che fotografa in maniera assai nitida quello che sta accadendo, sia a Roma sia nel Pd. Nessun politico, solo un esercito, appunto, di commissari. Buoni per qualsiasi incarico. Dal Giubileo alla Sanità fino al Campidoglio. «Letteralmente – spiega l’esponente dei Dem – commissario in latino significa "affidatario". Qualcuno cui viene dato in carico un compito o un valore di un certo significato. Ormai la Capitale è super commissariata. Giubileo, Comune innanzitutto. E fin qui, purtroppo, nulla da discutere. Ma il Partito Democratico ha un Commissario. Innumerevoli "sub commissari". Ora forse arriveranno i "commissari del commissario". Senza trascurare le vicende giudiziarie che - per prassi - si appoggiano sempre sui commissari...». Ma nel pensiero del parlamentare dei Dem c’è soprattutto il suo partito. «Non so se siamo su "Scherzi a parte" – commenta Roberto Morassut - ma tutto questo ha del grottesco. E mi riferisco al nostro Partito che nonostante tutto continuiamo ad amare finché avrà un po’di comunità di persone che lo animano. Se continuiamo così non resteranno che debiti e polvere da commissariare. Quando restituiamo la parola alle persone? Alle migliaia di iscritti e cittadini attoniti osservatori della commedia? Nominiamo pure un altro esercito di commissari e commissarini di zona. Ma fissiamo un benedetto giorno o due benedette giornate per far parlare le persone, ascoltarle e dire loro qualcosa, ragionando insieme».   «Rimettiamo il sangue in circolo se ce n’é – è la conclusione – Ho visto che dopo averlo io chiesto pubblicamente è stata convocata per il 9 novembre una Direzione regionale. È l'unico organismo ancora in piedi. Ma c'è ne è voluta per poterlo far riunire. Quello che ci soffoca è questa incredibile paura di discutere». Ma oltre al partito Democratico, commissariato ormai dall’inizio dell’anno quando è esploso il caso di mafia capitale, è soprattutto Roma ad essere affidata a personalità esterne alla politica. Renzi ha nominato il 26 agosto Franco Gabrielli commissario per il Giubileo e ieri si è insediato in Comune da Milano il prefetto Francesco Paolo Tronca. Basta? No, perché la sanità laziale è commissariata dal 2009 con l’allora presidente Piero Marrazzo e attualmente con Nicola Zingaretti.   Poi c’è la partita per i sub commissari che dovrebbero affiancare il prefetto Tronca. E i nomi si rincorrono da giorni. In prima fila c’è Alfonso Sabella, magistrato, ex assessore alla legalità e delegato del sindaco per il municipio di Ostia prima che lo sciogliessero per mafia. In corsa anche Marco Rettigheri, commissario nella squadra di Expo e proposto per i Trasporti. Accanto a lui un’altra milanese, Gloria Zavatta, responsabile sostenibilità di Expo, e Carlo Fuortes sovrintendente del teatro dell’Opera di Roma. Infine un altro nome di prestigio è quello del presidente del Coni Giovanni Malagò per lo sport e il turismo. Lui, però, avrebbe già declinato l’offerta e al suo posto si sta sondando la disponibilità di Pino Capua, noto ortopedico romano ed ex capo dell’antidoping della Federcalcio.

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