Nel bel mezzo della bufera mediatica attorno alla presunta e smentita malattia di Papa Bergoglio, il Santo Padre, ieri, ha pronunciato parole di incoraggiamento per chi viene colpito dal tumore. Il Pontefice, nella quotidiana messa a Santa Marta, ha raccontato l’episodio di una madre malata di cancro: «Alcuni mesi fa - ha detto nell’omelia - ho incontrato una donna, giovane, madre di famiglia, una bella famiglia, che aveva il cancro. Un cancro brutto. Ma lei si muoveva con felicità, faceva come se fosse sana. E parlando di questo atteggiamento, mi ha detto: "Padre, ce la metto tutta per vincere il cancro!". Così il cristiano. Noi che abbiamo ricevuto questo dono in Gesù Cristo e siamo passati dal peccato, dalla vita dell’iniquità alla vita del dono in Cristo, nello Spirito Santo, dobbiamo fare lo stesso. Ogni giorno un passo. Ogni giorno un passo». Prendendo spunto dalla Lettera agli Ebrei, ha ricordato che è necessario non cedere «alla tentazione di indietreggiare, di non andare indietro, non cedere. Bisogna andare avanti sempre: un po’ ogni giorno anche quando c’è una grande difficoltà». Intanto fioccano smentite e precisazioni sui particolari attorno alla malattia del pontefice. «In merito alle notizie diffuse sugli organi di stampa, la casa di cura San Rossore ribadisce che non è a conoscenza di nessun incontro privato tra il suo collaboratore, il professor Takanori Fukushima e Papa Francesco», scrive la clinica pisana, ribadendo che «in seguito ad una precedente richiesta del medico giapponese la casa di cura si è limitata a mettere a disposizione di Fukushima un elicottero per raggiungere la Capitale il 28 gennaio 2015». «Nessun altro particolare - precisa ancora la clinica - è noto alla struttura sanitaria. La casa di cura San Rossore non intende rilasciare nessuna ulteriore comunicazione e si riserva di agire in ogni sede per evitare la diffusione di notizie false». Il New York Times, citando la notizia della malattia del Papa «rapidamente dichiarata infondata», parla di un Sinodo in mezzo «ad un fuorviante turbine d’intrighi». Dall’interno del Sinodo, invece, si assicura che il lavoro prosegue senza problemi. Le voci sulla salute del Papa «non hanno alcun effetto sui nostri lavori», ha dichiarato monsignor Josè Gomez, arcivescovo di Los Angeles, nel corso del quotidiano briefing per fare il punto sul concilio ecclesiastico dedicato alle sfide della famiglia. «Abbiamo lavorato per il meglio - ha detto il presule - dando la possibilità di rafforzare il discorso sul matrimonio e la famiglia». Sulla vicenda si è pronunciato anche il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini: «Sulla salute non si fanno scoop e soprattutto non si fanno dibattiti». E la vicenda sta avendo uno strascico giornalistico: il Coordinamento dei Comitati di redazione, il sindacato dei giornalisti della Poligrafici Editoriale, ha chiesto «le dimissioni immediate del direttore editoriale Bruno Vespa che, durante la trasmissione Rai "Porta a Porta" dedicata alla malattia del Papa, notizia riportata dai quotidiani della Poligrafici, ha tenuto a specificare che è solo il direttore editoriale e non ha nulla a che vedere con le notizie pubblicate, la cui responsabilità è in capo esclusivamente al direttore Andrea Cangini». A seguito della dura presa di posizione dei giornalisti, Vespa ha rimesso il suo incarico a disposizione dell’editore che, in tempi brevissimi, ha respinto le dimissioni e confermato la sua fiducia nel direttore editoriale.
Il Papa ai malati: "Bisogna andare avanti"
Vespa direttore editoriale di Qn si dissocia dalla notizia. E il sindacato ne chiede le dimissioni
