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«Roma è prontissima Serve più ottimismo»

Il cardinale Vallini presenta la guida per il Giubileo Unioni civili: «Non sono matrimoni, no alle adozioni»

La Diocesi del Papa è in piena attività per preparare al meglio l’ormai imminente Giubileo straordinario della Misericordia. E ieri il cardinale vicario Agostino Vallini, affiancato dal direttore della Caritas romana mons. Enrico Feroci e dal vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi mons. Liberio Andreatta, ha presentato la guida destinata ai pellegrini, realizzata in 5.000 copie e presto disponibile on line. «Serve a spiegare il vero senso del Giubileo - ha detto il porporato - che resta un evento spirituale». Riferendosi al significato ebraico, Vallini ha sottolineato che occorre «aiutare le persone ad andare al fondo delle questioni». Il cardinale ha anche fatto riferimento alla lettera alla città che sarà presentata il 5 novembre. Un «testo semplice, chiaro, che tocca aspetti problematici e risorse, da offrire a tutti - ha detto il cardinale - È un appello, non accusiamo nessuno, non è compito della comunità ecclesiale. Guardiamo la vita delle persone e siamo i primi a sentirci responsabili. Roma vive un momento di sofferenza, che non è solo di Roma. È la capitale, certo, deve dare l’esempio, non ci sottraiamo al nostro lavoro di cittadini romani ma è necessario avere più ottimismo, più speranza, più fiducia. Il Giubileo è un’occasione importante, innanzitutto per coloro che hanno responsabilità: istituzioni, mondo accademico, del lavoro, sindacati, imprenditori, operatori della comunicazione. È un’occasione di incoraggiare una riflessione e proporre ottimismo e speranza. Ho fiducia. Bisogna "cospirare" insieme nei vari contesti, a iniziare dalle famiglie, per innescare un meccanismo virtuoso, un’azione coraggiosa e liberare iniziative. Qualcosa che possa ridare fiducia e purificare da quelle zone d’ombra, o di buio, che ci sono. Ma facciamo emergere il bene che pure c’è». Ma Roma è pronta per il Giubileo? «Prontissima - ci ha risposto il cardinale - Non sono preoccupato. Se mi chiedete dei cantieri aperti, non so rispondere: c’è un comitato, presieduto da mons. Fisichella, che tiene i rapporti con le amministrazioni. Certo, offrire una bella immagine della città mi fa piacere, non mi fa piacere vedere la metro imbrattata... Serve un sussulto di dignità della città. Preoccupato no, speranzoso sì». Il cardinale ha risposto anche a una domanda sulle unioni civili: «Mi piacerebbe che ci fosse un’attenzione forte per le famiglie. Le unioni civili sono un’altra cosa. Sulle adozioni ci distinguiamo profondamente - ha scandito - La realtà naturale della famiglia ha bisogno di azioni di sostegno e invece se ne parla poco. Ad esempio il quoziente familiare è stato cancellato. Così si complica la vita delle persone. Una politica per la famiglia è risanante per la vita sociale. Se il governo vuole regolare le unioni civili, lo faccia, rispettiamo la decisione ma non sono nè matrimonio nè famiglia».

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