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"Dovemo giocassela bene con gli ordinativi Se non c’avemo quelli semo tutti morti"

Gli indagati ascoltati dai carabinieri durante l'inchiesta iniziata all'inizio di settembre

«Dovemo giocassela bene e chi ci deve aiutà è quello, devi sta appresso a quello, Alessio, ricordati. Quello me sguscia, me doveva portà e mi ha rimandato in bianco, quei fogli...ordinativi de’ lavoro. Se noi non c’avemo quelli, semo morti! Perché allora dovemo fa’ gli scemi del villaggio. Ma se noi c’avemo quelli stavolta so’ morti tutti! ’Ndo stanno loro dovemo menà! Punto. Non esiste al mondo». Così al telefono l’imprenditore Luigi Martella spiegava al «socio» Alessio Ferrari l’importanza di incontrare al più presto Ercole Lalli, funzionario di Roma Capitale in servizio al Simu, per conoscere gli «ordinativi» cioè le informazioni riservate sugli inviti alle gare d’appalto per la manutenzione ordinaria delle strade cittadine. L’incontro effettivamente si realizza di domenica, il 27 settembre, sotto casa di Lalli che riceve dai due imprenditori 2000 euro in cambio di informazioni utili sulla gara d’appalto che si sarebbe chiusa il giorno dopo con la consegna dell’offerta in busta sigillata. A Martella e Ferrari, secondo quanto riferisce il gip Massimo Di Lauro nell’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari per corruzione e turbativa d’asta, interessava in particolare sapere quali altre imprese avrebbero avanzato offerte per l’aggiudicazione dei lotti. «I due parlano parzialmente in codice - scrive il giudice nel provvedimento restrittivo - chiamando "progetti od "ordinativi" gli inviti. Tale linguaggio criptato è tradito, oltre che dal contesto generale delle conversazioni, dal fatto che i termini sono usati con uguale significato criptato anche in altre conversazioni, e dalla particolare circospezione con cui visionare tali "ordinativi" o "progetti": non si spiega in alcun modo il senso dell’ipotizzare di vedersi addirittura di domenica, comunque al di fuori dell’orario di ufficio, e per strada o al bar, onde visionare della normale documentazione di lavoro». In base a quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare, «lo scopo di Martella è di convincere il funzionario a fargli avere informazioni sulle offerte presentate nell’ambito delle imminenti gare per la manutenzione e la sorveglianza delle strade di Roma - grande viabilità e di utilizzare poi tali informazioni per modulare le offerte da presentare alla scadenza (prevista per lunedì 28 settembre). Utilizzando a tratti un linguaggio semi criptato (o ve in particolare i "fogli" o gli "ordinativi di lavoro" indicano le informazioni desiderate, in particolare il dato delle imprese invitate nei vari lotti), nella conversazione del 22 settembre 2015 Luigi Mattarella e Alessio Ferrari fanno comprendere di aver ricevuto inviti su 7 degli 8 lotti di Roma, l’unico mancante essendo quello gestito da Francesco Pantaleo ("l’amico tuo", di Alessio Ferrari), e la loro strategia per aggiudicare quante più gare possibili si gioca, come anticipato al numero l, sue tre fronti: in primis, come attestato anche da altre conversazioni, cercando accordi con altri imprenditori "alleati"; inoltre, cercando di incontrare gli imprenditori "concorrenti" (tra i quali "gli Arteniesi", ovvero la famiglia Bucci), per cercare di carpire le loro intenzioni e la loro situazione (in quanti e quali lotti sono presenti) evitando che loro facciano altrettanto; ma soprattutto, terzo, cercando come di ottenere da Ercole Lalli le informazioni desiderate. I due già ipotizzano la data della successiva domenica 27 settembre per lo scambio di tali informazioni». Il 22 settembre scorso, gli investigatori intercettano una conversazione tra Luigi Mattarella e Cesare Di Santo. Luigi: «Bravo, tu te fai i cazzi tua, tu fai finta de niente vedi se corrisponde quello che c’hanno detto... ma mica che ce lo levano l’appalto eh! ce mancherebbe». Cesare: «No, però ... però». L: «Ma a noi non ce ne frega una cazzo non è che levano l’appalto, per il momento i soldi non ce stanno nel patto de stabilità non hanno sfiorato e c’hanno questo piccolo problema basta non è che ce sono altre liti de problemi eh...solamente che hanno...se tratta che ne so...senti a loro per quale motivo non vanno avanti...te diranno problemi de soldi, pe’ quale motivo...che pensi...quanto tempo...». C: «E certo...». L: «È pe’ come...perché quello ha detto che era: capitolo due...però era sempre...però io mi ricordo era capitolo uno, lui invece m’ha detto guarda so capitolo due so’ fondi de’ investimento sempre correnti però so fondi de investimento, capito? Pure se è capitolo...». C: «A manutenzione strano che non sia capitolo uno boh ...». L: «Non vorrei che lui avesse capito un lavoro per un altro, allora io gli ho detto: se tu ce passi, ormai quello ce poi parlà tranquillamente».

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