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Ecco le spese del Comune di Firenze Ma non si trovano le ricevute di Matteo

Tante uscite per motivi di rappresentanza. Tutte online senza specifica

Tranquilli, è tutto online. Confessiamo che ci siamo impegnati molto perché, se lo dice il premier Matteo Renzi, deve essere sicuramente vero. Se lo dice lui che le spese sostenute quando era sindaco di Firenze (giugno 2009-marzo 2014) sono tutte rendicontate e pubbliche, chi siamo noi per pensare che stia mentendo? Così abbiamo cercato, cercato e cercato. Ma alla fine l’unica cosa che abbiamo trovato, sul sito del comune del capoluogo toscano, sono quattro fascicoli contenenti tabelle che riassumono le «Spese di rappresentanza» sostenute dal 2011 al 2014. Nulla riferito agli anni precedenti. Tra l’altro si tratta delle spese dell’intero comune. Alcune, sostenute dal sindaco, sono indicate, ma di scontrini e ricevute nemmeno l’ombra. noi ve le riportiamo così, come le abbiamo trovate. A cominciare da quelle che riguardano pranzi e cene al ristorante «Da Lino», l’amico-chef di Renzi che ha dato il via al «caso» parlando (e in parte ritrattando) di pasti con amici e parenti pagati direttamente da Palazzo Vecchio.     TUTTI A MANGIARE DA LINO I pranzi nel ristorante in questione, nel sito del Comune di Firenze indicato come Ottorino srl Ristorante da Lino, sono undici nel 2013 e uno nel 2014, tutti compresi in un periodo nel quale Renzi era sindaco. Il totale della spesa per l’anno 2013 è di 1.932 euro più 40 nel 2014: totale 1.972 euro. Alcune delle «forniture pasti», così sono definite, hanno appuntata la data altre no. Le diciture sono molto generiche: «fornitura pasti per incontri di rappresentanza istituzionale con amministratori locali». alcune delle note forniscono qualche dato in più, come quello del 18 febbraio 2013: «incontro con rappresentanti del mondo del commercio, industria, artigianato e agricoltura di Firenze». Ma il totale lascia perplessi: 60 euro. Se due funzionari del comune avessero incontrato un solo rappresentante di ognuna di queste categorie avrebbero speso 10 euro a testa. Improbabile anche con la pizza al taglio: con un conto del genere i commensali non possono che essere stati due. Il 30 aprile la spesa è riferita esplicitamente al sindaco: «pasti da asporto per incontri istituzionali con amministratori locali», 238 euro. L’unico pasto per il quale sono precisati i commensali è quello del 10 ottobre 2013: «delegazione di Budapest», 315 euro. Il conto più salato è 334 euro (13 maggio 2013), il più parsimonioso è quello del 3 febbraio 2014 «pranzo di lavoro del sindaco con soggetti istituzionali», 40 euro.     OMAGGI FLOREALI Più di ottomila euro in tre anni. Non in opere di bene. In fiori. Sì, fiori per il 25 aprile (la Liberazione) nel «Quartiere 4», per ospiti giunti in delegazione in città, per «cerimonie» non meglio specificate, per la festività dei defunti, una corona di rose bianche e rosse in onore dei caduti nelle missioni internazionali di pace. E così via. Nel triennio 2011-2012-2013 il Comune di Firenze ha speso esattamente 8.199,05 euro in omaggi floreali. A dir la verità la spesa in petali istituzionali è leggermente diminuita tra il 2011 (quando l’amministrazione aveva sborsato quasi quattromila euro, 3.746,80 per essere esatti) e il 2012 (3.533,75) e più sensibilmente ancora nel 2013, con «soli» 918,50 euro spesi. Qualche esempio? I cuscini di rose utilizzati per la commemorazione di Savonarola e di via dei Georgofili (le bombe mafiose del ’93 che fecero vittime solo nel capoluogo toscano) sono costati in tutto 429 euro. Mentre 132 sono stati sborsati per l’anniversario della «strage di bambine e bambini di Beslan», in Ossezia. Alcune uscite sono segnate sotto la voce «cerimonie funebri relative a personalità di interesse cittadino», ma non è specificato di chi si tratti. Appena 68,75 euro, invece, sono bastati per la cerimonia dell’anniversario della morte del primo alleato caduto per liberare Firenze, il luogotenente Hugh Snel.     VIAGGI A ROMA Nel 2011 il comune di Firenze ha speso oltre 6.000 euro in «servizio transfert con car sharing» per «incontri istituzionali a Roma». Non una cifra astronomica, se si considera che è riferita all’interno comune. Colpisce, però, che nel 2012 la stessa spesa sia «precipitata» a 3.300 euro per poi scomparire del tutto nel 2013.     IL SOMMO POETA Dante Alighieri ha un legame incontestabile con la città di Firenze. Normale, quindi, che il Palazzo Vecchio si preoccupi di celebrarlo con tutti gli onori del caso comprando ad esempio, nel 2013, 4 copie della Divina Commedia a 154 euro. Purtroppo, si sa, il «sommo poeta» è sepolto a Ravenna. Ecco quindi spuntare, nel 2011, 400 euro per «servizio mantenimento lampada votiva» per la tomba dell’autore della Divina Commedia. Spesa ripetuta anche nel 2012. Nel 2013, invece, la spending review costringe il Comune a stringere la cinghia. E così si passa a 10,50 euro per «l’acquisto olio per lampada votiva» presso l’Unicoop Firenze. Uguale voce compare anche nel 2014 (ma siamo già sotto l’amministrazione di Dario Nardella) e stavolta sono 19,90 euro. L’olio è diventato più caro.     I PRINCIPI BEVONO POCO Tra le spese più curiose che compaiono nelle tabelle vale la pena sottolineare i 10 euro per «forniture bevande». A occhio, con quella cifra, saranno state comprate qualche bottiglia d’acqua e un po’ di Coca Cola. L’evento cui si riferisce l’esborso, però, è la «visita istituzionale a Firenze del principe Alberto e della principessa Carolina di Monaco». Non proprio un trattamento principesco. Di tutt’altro tenore la spesa sostenuta nel 2013 a favore di «G.T.M. srl - servizio catering Palazzo Vecchio»: 1.320 euro. Il motivo? «Auguri natalizi del Sindaco alla cittadinanza». Tanti auguri.

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