La finanza creativa che contraddistingue il gruppo di Andrea Bulgarella (nella foto) è una regola. L'immobiliarista trapanese trapiantato in Toscana, (che secondo gli inquirenti ha intrattenuto affari con le famiglie della galassia orbitante attorno al super latitante Mattia Messina Denaro) vanta entrature importanti. L'impero immobiliare di Bulgarella in Toscana riesce ad allacciare contatti anche con le banche di provincia. Emblematico è il canale privilegiato che l'imprenditore riesce ad ottenere presso la banca di Cascina, attraverso il presidente dell'istituto finanziario Vincenzo Littara. Massone iscritto alla loggia Hiram del Grande Oriente d'Italia, Littara era finito sotto i riflettori dei pm fiorentini all'epoca dello scandalo Fiorani, finendo imputato (e poi in assolto in appello) per appropriazione indebita ai danni di circa sessanta mila correntisti. Secondo quanto emerso dalle indagini del Ros di Firenze, «i rapporti tra il direttore Vincenzo Littara e Andrea Bulgarella vanno oltre quelli che intercorrono tra un cliente ed un direttore di una piccola banca di provincia, perché Vincenzo Littara ha offerto tutto il suo massimo appoggio per avallare scoperture ed operazioni rischiose sui conti accesi presso la banca di Cascina intestati a società del Bulgarella, dal quale ha ricevuto dei soggiorni gratis, anche per familiari ed amici». Senza dimenticare che il figlio di Littara, Giuseppe "ha collaborato con il Bulgarella nei lavori dell'albergo di Viareggio, oltre ad avergli venduto a questo ultimo degli immobili ad un prezzo che l'agenzia delle entrate ritiene troppo basso rispetto ai valori di mercato". Littara fa di tutto per venire incontro alle esigenze, sempre più stringenti, dell'immobiliarista. Quando gli ispettori di Bankitalia trovano le magagne (14 milioni di "movimentazioni anomale") legate alla Noi costruzioni", il direttorissimo si affretta a chiedere di ritirare gli assegni scoperti che girano indisturbati. Ancora, quando gli 007 del tesoro scovano un altro giro di assegni (quasi uno al giorno, 100 mila euro ciascuno) per un milione di euro è lo stesso Littara a contattare Bulgarella per chiedere "qualche pezza d'appoggio per poter giustificare queste operazioni". Andrea Bulgarella, registrano gli investigatori, vuole attraverso il suo gruppo, "costruire Roma e Firenze" ma certe volte queste situazioni debitorie rischiano di scontrarsi. Come nel caso della ristrutturazione del debito con Unicredit che potrebbe saltare se altri gruppi finanziari alzassero la voce sul disastro economico del gruppo Bulgarella. In questo caso è Banca Intesa che, dopo avere minacciato di iscrivere le aziende del gruppo alla centrale di rischio rinuncia ad ogni azione. Secondo gli investigatori è il funzionario Kpmg che chiama il dirigente Unicredit Tumbiolo per fargli sapere che "dopo una riunione tra i funzionari Unicredit e Banca Intesa, quest'ultima ha tolto la segnalazione a sofferenza del gruppo Bulgarella". A muovere le fila per sciogliere l'empasse a Banca Intesa, sarebbero stati, secondo gli investigatori, Michele D'Aprì e Gaetano Miccichè, "dal 2010 direttore generale di banca Intesa, nonché fratello del noto politico Gianfranco Miccichè".
I canali bancari di Messina Denaro
I Ros indagano sulla «finanza creativa» dell’immobiliarista Bulgarella Gli affari del boss grazie ai direttori degli istituti di credito compiacenti
