ROMA Pedro Brugada, che con il fratello Josep nel 1992 ha scoperto l'omonima Sindrome, smentisce l'annuncio di una possibile cura definitiva contro la morte improvvisa. «Mi sento autorizzato a rivolgere alcune critiche importanti a causa delle aspettative sbagliate che questa notizia ha creato tra i miei pazienti, spinti dalla vana speranza di poter definitivamente "guarire" da questa malattia. Il trattamento curativo per la sindrome di Brugada, che in realtà è già stato descritto dal collega Koonlawee Nademanee in una pubblicazione riguardo a questo trattamento circa 4 anni fa, in realtà non è nuovo, Nademanee aveva già dimostrato tutto. Così il nuovo trattamento ablativo ha come solo obiettivo quello di trattare quella porzione di pazienti affetti dalla Sindrome che subiscono ripetuti "shock" terapeutici erogati dal defibrillatore per l'interruzione di aritmie ventricolari maligne. Pertanto l'ablazione puo trattare in casi estremi queste aritmie ma di certo non "guarisce" una malattia genetica come la Sindrome di Brugada. Il paziente dovrà comunque subire un impianto del defibrillatore (ICD) per proteggersi dalla morte improvvisa».
Dalla sindrome di Brugada non si guarisce
ROMA Pedro Brugada, che con il fratello Josep nel 1992 ha scoperto l'omonima Sindrome, smentisce l'annuncio di una possibile cura definitiva contro la morte improvvisa. «Mi sento autorizzato a...