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Affondo di Bagnasco su famiglia e migranti

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Famiglia, migrazione, educazione. Intorno a questi tre capitoli ruota la prolusione con cui il cardinale Bagnasco ha aperto il consiglio permanente della Cei a...

Famiglia, migrazione, educazione. Intorno a questi tre capitoli ruota la prolusione con cui il cardinale Bagnasco ha aperto il consiglio permanente della Cei a Firenze, dove a novembre si svolgerà il Convegno ecclesiale nazionale. L’arcivescovo di Genova, parlando dell’«esodo di disperazione» che investe l’Europa, ha ricordato che «di fronte a persone che per fuggire alla disperazione rischiano la vita, non si può né stare a guardare con fastidio - come l'Europa ha fatto per anni - né fare i sofisti. La coscienza umana esige di intervenire: è quanto ha fatto l'Italia fin dalla prima ora, e continua con impegno, generosità, al meglio del possibile. Nessuno può dar lezione o muovere rimproveri: in prima linea sulle coste l'Italia c'era, a differenza di altri». Bagnasco individua tre linee di intervento: «A chi ha fame bisogna, innanzitutto, dar da mangiare con urgenti interventi - ha detto - Le comunità cristiane lo sanno e operano con trasparenza». «Il secondo fronte - ha proseguito - è quello di un futuro di dignità, poiché non si può vivere perennemente da assistiti: ciò richiede condivisione della stessa lingua, lavoro e casa. Infine, la Comunità internazionale deve concretamente intervenire favorendo lo sviluppo dei Paesi di provenienza, perché nessuno sia costretto a fuggire da guerra, persecuzione e miseria». Ma il cardinale ha anche puntato l’indice contro i silenzi del mondo occidentale di fronte alla «mattanza continua, programmata e feroce sia in Terra Santa che in altri Paesi del Medio Oriente e del Continente africano. Perché - chiede Bagnasco - non alza la voce su tanta ferocia e ingiustizia? E, allargando la domanda, chi procura armi per alimentare i molti conflitti? Chi compera petrolio da chi taglia le gole o affama o violenta senza pietà? Chi vuole la destabilizzazione sistematica di intere aree servendosi di ogni pretesto, religioso, politico, culturale? Chi soffia sul fuoco della confusione, della paura, del fanatismo, dell'ignoranza, e manipola gruppi, etnie, popoli? Chi sono i grandi burattinai che - dietro la maschera del perbenismo - decidono le sorti dei poveri e dei deboli con il criterio di incrementare il proprio lucro e il proprio potere?». Sul tema della famiglia, oggetto del Sinodo che si aprirà domenica preceduto dalla veglia promossa dai vescovi italiani a S. Pietro con il Papa, il cardinale ha sottolineato ancora una volta che «le parole più sacre della vita e della storia umana - come persona e libertà, amore e famiglia, vita e morte, sessualità e generazione - sono sottoposte da decenni a forti pressioni culturali» attraverso «tecniche di persuasione delle masse». Per questo Bagnasco rivendica il diritto dei genitori a educare i figli. Più in generale, ad avviso del porporato davanti ai «fatti tristi di cronaca che ogni giorno invadono le nostre case» serve «un'intensa, costante, vera opera educativa. Se si semina l'idea che esistono solo diritti ma non anche doveri; se si afferma che ogni desiderio individuale deve essere riconosciuto da tutti e diventare legge; se chi è più forte e ha più voce vince sugli altri; se la fatica e il sacrificio, la fedeltà e il quotidiano vengono di fatto negati e sbeffeggiati come negazione dell'affermazione di sé e della propria felicità, allora si sta seminando vento: si raccoglierà tempesta!»

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