Potrebbe esserci vita su Marte. La Nasa ha annunciato di avere "prove solide" della presenza di acqua salata allo stato liquido. I solchi, lunghi centinaia di metri e larghi circa cinque, sono apparsi durante i mesi caldi. Si sono allargati e poi sono scomparsi con l'abbassarsi delle temperature, lasciando come traccia quelle striature scure la cui origine è stata per tanto tempo misteriosa. Marte non è un pianeta secco e arido, come abbiamo ritenuto in passato", ha affermato il direttore di scienze planetari dell'Ente spaziale americano, Jim Green. "La presenza di acqua in forma liquida ha conseguenze geologiche e idrogeologiche e può influenzare l'esplorazione umana del futuro", assicurano gli autori dello studio realizzato sulla base delle immagini catturate dal satellite Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) lanciato nel 2005. Non più solo fantascienza E' il 1854 quando, per la prima volta, viene teorizzata la presenza di acqua e forse anche di vita su Marte. Lo scienziato inglese, William Whewell, ipotizza che sul Pianeta Rosso ci siano mari. Ipotesi che viene poi anche sostenuta dall'astronomo italiano, Giovanni Schiaparelli, quando teorizza l'esistenza di formazioni scure e rettilinee, simili a dei canali, sulla superficie marziana. Tuttavia queste teorie rimangono a lungo fantascienza. Anche se non mancano studi e ipotesi che ne sostengono l'esistenza. Ma è solo con le più recenti missioni che la possibile presenza, anche solo passata, di acqua su Marte inizia a essere rivalutata seriamente. La missione Mars Exploration Rover trova qualche indizio analizzando un materiale che si trova sulla Terra in presenza d'acqua, l'ematite. E osservando strutture sedimentarie compatibili con l'ipotesi che fosse del liquido ad averle create. Il rover Opportunity ottiene riscontri del fatto che in un antico passato l'acqua esistesse allo stato fluido sulla superficie di Marte. Nel dicembre del 2006 Mars Global Surveyor fornisce ulteriori prove fotografiche dell'esistenza di tracce erosionali sul terreno. Nel giugno del 2008 la missione Phoenix testimonia la presenza di acqua allo stato solido. Altre fotografie mostrano letti di antichi fiumi, con isole che sorgevano al loro interno. Le osservazioni della sonda Curiosity, che ha raggiunto il Pianeta Rosso nel 2012, forniscono una prova della passata esistenza di corsi acqua sulla superficie di Marte, riprendendo immagini di affioramenti rocciosi interpretabili come sedimenti fluviali. Ora con l'ultimo annuncio della Nasa, che conferma l'ipotesi della presenza di acqua liquida su Marte, gli scienziati sono sempre più convinti che in alcune aree del pianeta possano celarsi forme di vita marziane. Ma sarà nel 2018, con la missione ExoMars dell'Agenzia spaziale Europea, in collaborazione con l'agenzia spaziale russa, che ci si aspetta di riuscire a ottenere indizi più precisi e forse risolutivi di questo antichissimo mistero. Obiettivo 2030, le tappe della colonizzazione Tutto quello che oggi sappiamo di Marte lo dobbiamo a informazioni raccolte indirettamente da rover, lander e orbiter inviati sul Pianeta Rosso a caccia di indizi. Fra circa 15 anni, invece, le cose potrebbero cambiare. Nel 2030, infatti, per la prima volta un essere umano potrebbe raggiungere Marte. Ma prima del grande salto, l'agenzia spaziale americana ha in programma una serie di tappe intermedie che saranno fondamentali per il primo uomo che raggiungerà il Pianeta Rosso. La prima tappa è prevista nel 2020, con la missione battezzata Asteroid redirect mission. Lo scopo sarà quello di dimostrare l'efficacia di alcune tecnologie necessarie per mandare gli astronauti nello spazio profondo. Si prevede quindi di lanciare una sonda robotica su un asteroide, che verrà scelto nel 2019, dove poi verrà prelevato un pezzo di roccia. In seguito la sonda si dirigerà verso la Luna, in attesa di essere "catturata" dalla sua orbita, dove resterà in attesa dell'arrivo di una seconda navicella con a bordo gli astronauti. La seconda tappa sarà infatti il lancio della capsula Orion che aggancerà la sonda in orbita intorno al satellite. Nel frattempo continueranno gli studi sulla Stazione spaziale internazionale che hanno come scopo quello di testare le possibili risposte dell'organismo umano in condizioni ostili.
Marte, c'è acqua salata sul Pianeta Rosso
L'annuncio della Nasa: "I solchi, lunghi centinaia di metri e larghi circa cinque metri, sono apparsi durante i mesi caldi"
