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Morte di Ilaria, altri due indagati

Diventano cinque i ragazzi sotto indagine per la 16enne trovata senza vita in spiaggia L’autopsia su Lorenzo ha confermato il malore: non aveva assunto né alcol né droga

Nessuna assunzione di droghe per il 19enne leccese morto davanti a una discoteca. Mentre a Messina, salgono a cinque gli indagati per la morte della 16enne sulla spiaggia. Sono gli ultimi sviluppi di due inchieste che in questi giorni hanno riempito le pagine di cronaca e che sono legate a due vite spezzate prematuramente, a due tragedie familiari, allo stesso giorno di decesso, domenica scorsa. «Dall’esito degli accertamenti chimico-tossicologici sui liquidi biologici prelevati durante l’autopsia non c’è traccia di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa né nel sangue, né nelle urine e né nello stomaco che possa avere inciso». Parole inequivocabili quelle del procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, in merito ai risultati delle analisi sul cadavere di Lorenzo Toma, il giovane di 19 anni, morto domenica mattina nella discoteca «Guendalina» di Santa Cesarea Terme. In altri termini, per il magistrato, «è confermato che la causa della morte è quella naturale dovuta alla cardiomiopatia ostruttiva (ipertrofica, ndr ) della quale era affetto per malformazione genetica». La patologia con cui conviveva Lorenzo, cardiomiopatia ipertrofica, per l’appunto, può causare una morte improvvisa, come aveva spiegato il medico legale che aveva effettuato l’autopsia, Alberto Tortorella. E, a quanto pare, né il 19enne, né i suoi familiari erano informati della malattia. «Abbiamo fatto una ricerca indirizzata esclusivamente alla eventuale presenza di sostanze stupefacenti o di tipo farmacologico, ma non abbiano trovato niente, neanche in riferimento a un tempo passato. Gli esami biologici, tra l’altro, non hanno riguardato la presenza di alcol» che, tuttavia, per il magistrato, «essendo un vasodilatatore, avrebbe persino potuto procurare effetti postivi alla patologia di cui Lorenzo». Insomma, il giovane Lorenzo «è deceduto per cause naturali». Motta ricorda anche che «il fascicolo d’inchiesta resta aperto in attesa che il medico legale termini la sua relazione con i risultati degli esami istologici». Anche nella città dello Stretto si registrano nuovi sviluppi sulle indagini per la morte di Ilaria Boemi. Infatti, ci sarebbero altre due 16enni indagati per il decesso della coetanea, trovata senza vita in una spiaggia di Messina. Due indagati che, a questo punto, si aggiungono ai tre ragazzi, due maggiorenni e una 16enne già sotto inchiesta. Le indagini della polizia, in pratica, avrebbero accertato che la dose di Mdma, una versione dell'ecstasy composta da cristalli liquidi, è stata data ad Ilaria in piazza Duomo a Messina. La ragazza poi, insieme ai due amici, l’avrebbe versata in una birra e bevuta. Poco dopo, Ilaria si sarebbe sentita male, quindi sarebbe stata accompagnata fino al lungomare del Ringo dove si è accasciata e poi è morta. Nel sangue della 16enne i medici hanno trovato tracce di metamfetamine e alcol. Ma ora si dovrà attendere il risultato delle analisi tossicologiche per avere piena conferma sulle cause del decesso. A portare la pasticca a Messina sarebbe stata una ragazza di 18 anni, sotto inchiesta, dopo averla ricevuta da una 16enne di Villafranca Tirrena, piccolo comune limitrofo. Le indagini proseguono a ritmo serrato. La polizia è anche sulle tracce del pusher, che avrebbe tra i 20 e i 25 anni. Sarebbe stata la 16enne di Villafranca Tirrena a fornire un nome e un identikit agli investigatori che in queste ore stanno setacciando il territorio per dare un volto allo spacciatore.

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