«La cena con la General Manager di Uber? Ne abbiamo organizzati anche altri di incontri simili, rientra tutto nell’attività dell’intergruppo parlamentare sull’innovazione e, ci tengo a dirlo, ognuno paga la sua quota. Ad esempio, una volta ci siamo confrontati con un esperto di moneta elettronica». Così, Luis Alberto Orellana, senatore del Gruppo Misto ex M5S, spiega l’iniziativa dell’altra sera di un gruppo di parlamentari a cui era presente anche lui. «Tra l’altro io, trattenuto al Senato, sono arrivato mezz’ora dopo l’orario d’appuntamento, erano già tutti seduti a tavola e mi sono accomodato lontano dalla signora Lucini. Per cui non ho nemmeno sentito bene ciò che ha detto». I tassisti non hanno preso benissimo questa cena. «Hanno preso una cantonata. Per carità, le contestazioni sono da ascoltare e accettare. Siamo rappresentanti delle istituzioni e non possiamo ignorarle. Però in questo caso ci sono stati insulti gratuiti senza fondamento, e queste sono cose che andrebbero condannate da tutti. Invece vedo che qualcuno ci marcia sopra e non va bene. E le dico anche un’altra cosa: dopo cena, io e un altro collega ci siamo fermati a parlare con alcuni tassisti, abbiamo avuto un tranquillo scambio di vedute, fino a mezzanotte e mezza. E credo ci risentiremo per capire le ragioni della loro opposizione a Uber. Il mio comportamento è molto trasparente e sono convinto che occorra parlare con tutti. Cosa che loro, i tassisti, ci contestavano. Ci hanno chiesto di non parlare con Uber. Ecco, credo che questo non sia per niente giusto. Oltre alla dietrologia che è stata fatta sulla nostra cena». La tempistica però non è stata felicissima. Una cena con la General Manager di Uber Italia a due giorni dall’approdo nella commissione competente dei cosiddetti «emendamenti Uber» al ddl Concorrenza... «Sulla tempistica ha ragione, non aiuta. Ma le dico che io, personalmente, nemmeno sapevo degli emendamenti. Io sono al Senato, e l’esame in Commissione sarà alla Camera. Quando il provvedimento arriverà a Palazzo Madama, allora ne riparleremo». Al di là della vicenda specifica, cosa pensa della posizione di Uber nel mercato? «L’incontro di ieri aveva come tema la parte dell’azienda che concerne l’innovazione, incentrata sulla sua nota App. Che, peraltro, a me neanche sembra tanto innovativa. Venendo al dunque, io su Uber sono molto scettico. So che i tassisti hanno molti obblighi e vincoli da rispettare. Ecco, o Uber si adegua a questi vincoli, oppure non credo sia un sistema che possa andar bene».
Orellana: "Niente di losco ma tempistica sbagliata"
Il senatore del Misto tra i "commensali"
