I quattro italiani rapiti in Libia nei giorni scorsi sarebbero nelle mani di una banda di criminali che cerca di ottenere un riscatto in denaro. La vicenda, però, è molto complicata e il tempo per stabilire un contatto e cercare una mediazione per il rilascio è ristretto. Il rischio, infatti, è che se non si arriva a una soluzione rapida i tecnici della ditta di costruzioni Bonatti, rapiti mentre rientravano dalla Tunisia a Mellitah, nella zona di Sebratha, potrebbero essere ceduti o spostati altrove. L'impegno, quindi, è di velocizzare le operazioni e mantenere la massima riservatezza. È quanto emerso dal Copasir, dopo l'audizione di ieri pomeriggio di Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per la sicurezza della Repubblica, in cui l'organismo parlamentare ha fatto il punto sulla vicenda che ha coinvolto i nostri connazionali. L'Aise è al lavoro dalla notte in cui Gino Pollicardo, Filippo Calcagno, Salvatore Failla e Fausto Piano, sono stati presi mentre viaggiano su un mezzo condotto da un autista del posto. L'uomo è stato rilasciato ma avrebbe già riferito a chi indaga di non poter riconoscere i rapitori che avrebbero agito a volto coperto. Gli 007 italiani, però, lavorano per evitare l'allungamento della prigionia che potrebbe significare una cessione degli ostaggi, complicando ulteriormente le trattative per il rilascio. Secondo quanto emerso dall'audizione a San Macuto, poi, al momento il gruppo che ha rapito i tecnici non avrebbe implicazioni dirette con i terroristi. In Libia, però, le fazioni legate all'Isis sono numerose e lo Stato islamico è arrivata a Derna e Bengasi. Proprio nella zona di Sabratha, secondo fonti locali de Il Tempo, l'Isis avrebbe in cantiere la costruzione di sei nuovi campi di addestramento dove far confluire soprattutto giovani tunisini, tra i 20 e i 30 anni, che hanno deciso di abbracciare il jihad. Se i seguaci del Califfato dovessero mettere le mani sui nostri connazionali, dunque, salterebbe ogni trattativa. Minniti, poi, avrebbe escluso qualsiasi possibilità di scambio con gli scafisti arrestati nei giorni scorsi in Italia: «Si tratta di un'ipotesi remota assolutamente impercorribile, né accettabile».
Italiani rapiti, per il Copasir attendibile l’ipotesi dell’estorsione
I quattro italiani rapiti in Libia nei giorni scorsi sarebbero nelle mani di una banda di criminali che cerca di ottenere un riscatto in denaro. La vicenda, però, è molto complicata e il tempo per...
