«Non siamo stati noi a rapirli, ma presto saranno liberi», ha detto il portavoce di Fajr Libya (la milizia islamista che ha imposto un governo parallelo a Tripoli, in Libia). Il portavoce ha poi dichiarato che il suo gruppo «non è dietro il rapimento dei quattro italiani». «Non sappiamo chi li ha presi - ha detto Alaa Al Queck - ma sappiamo che gli italiani si trovano nel sud-ovest del Paese e che entro dieci giorni saranno liberi». Non c’è inoltre nessuna ipotesi di trattativa con gli scafisti da parte del governo. I quattro nostri connazionali rapiti due giorni fa in Libia potrebbero essere prigionieri nel deserto libico. I quattro italiani sono stati fermati dai loro rapitori mentre rientravano dalla Tunisia a Mellitah, nella zona di Sebrata. In base a quanto riferito da fonti di Sebrata, i rapitori avrebbero costretto i quattro tecnici a scendere dalla loro auto per salire sulla loro. I rapitori hanno poi gettato in terra i telefonini dei sequestrati nel timore che potessero essere rintracciati dal segnale del telefono, per poi fuggire «in una zona desertica del paese dove è' facile trovare dei nascondigli e dove si puo' fare qualsiasi cosa senza aver paura di nulla». Sempre ieri, sul profilo Facebook del «Comando generale delle forze armate-operazioni dell'esercito nazionale», che fa capo all'esercito del generale Khalifa Haftar, con sede a Tobrukle, le milizie di Zuara (Zuwarah), legate alla coalizione Alba della Libia (Fajr) che sostiene il governo di Tripoli, sono state accusate di essere responsabili del rapimento dei quattro italiani, avvenuto allo scopo di scambiarli con sette scafisti libici.
Milizia islamista: tra 10 giorni italiani liberi
«Non siamo stati noi a rapirli, ma presto saranno liberi», ha detto il portavoce di Fajr Libya (la milizia islamista che ha imposto un governo parallelo a Tripoli, in Libia). Il portavoce ha poi...
