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Scienziati in campo per salvare la ghiandaia marina

Parte la nuova stagione di studio per tutelare la specie protetta e garantire il ripopolamento

Domani parte la nuova stagione di studio della ghiandaia marina. Giovedì mattina gli scienziati di Ornis Italica, associazione che studia l’avifauna, inanelleranno una ventina di piccoli di ghiandaia marina. Lo scopo è studiare le loro abitudini alimentari e riproduttive. Dagli studi condotti in questi anni, infatti, si è riscontrata anche in questa specie la filopatria, ovvero la tendenza di alcune specie di uccelli migratori a tornare allo stesso nido, a distanza di un anno e dopo aver percorso migliaia di km, per nutrirsi o riprodursi. Sin dalla prima stagione (2009) l’inanellamento dei piccoli ha evidenziato successivi ritorni ai nidi.   La ghiandaia marina è una specie protetta proveniente dall’Africa, che in questo periodo si stabilisce anche nel nostro Paese. Da ben 7 anni, diversi esemplari di questo uccello tornano nei nidi artificiali installati da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, sui tralicci dell’alta tensione localizzati in diverse località del viterbese. Gli scienziati applicheranno sulle zampine dei pulli un tipico anello identificativo che consentirà di riconoscerli in futuro e studiarne le abitudini alimentari e riproduttive. Dopo le misurazioni di rito, come peso e apertura alare, i pulcini si involeranno: 70 quelli che lo hanno fatto nel 2014, 50 dei quali erano stati inanellati dagli studiosi. Venti, come detto, quelli che verranno monitorati inizialmente, a cui ne seguiranno altri. Queste cassette artificiali – oltre 500 installate in tutta Italia, che ospitano anche assioli, gheppi e falchi pellegrini – rappresentano un ottimo riparo per la nidificazione, come testimoniato dai dati raccolti: l’iniziativa di Terna determina ogni anno la riproduzione di una porzione significativa dell’intera popolazione della ghiandaia marina nidificante in Italia. Questo anche grazie alle protezioni che vengono predisposte all’interno delle cassette-nido artificiali, che prevengono predazioni ai danni di nidiate e adulti. Prosegue, quindi, l’esperimento Terna-Ornis Italica di ripopolamento di questa specie protetta: con una occupazione dei nidi che sfiora il 100% e una media di cinque uova a covata, la popolazione in transito nelle nostre regioni aumenta di oltre il 10% a stagione riproduttiva.

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